L’eccidio nazista di Rizziconi 6 settembre 1943

Una strage dimenticata:l’eccidio nazista di Rizziconi (6 settembre 1943)

 

Dell’unica, impunita, strage nazista in Calabria si conosce poco. Non c’è traccia neanche nel registro dei crimini di guerra rinvenuto presso la sede della Procura generale militare di Roma, nell’“armadio della vergogna”. In quei fascicoli, chiusi in un vecchio armadio con le ante rivolte verso il muro, tenuti colpevolmente inevasi dal dopoguerra al ritrovamento c’erano gli atti di processi, mai portati a compimento per responsabilità politiche, dei crimini nazisti compiuti in Italia. Di Rizziconi non c’è traccia.

Nessuno ne ha parlato, nessuno ha denunciato, né i famigliari delle vittime, né le autorità politiche e

militari. La popolazione del più importante centro agricolo della Piana di Gioia Tauro ha portato in silenzio quella ferita, ma non ha dimenticato.

In pieno sbarco alleato in Calabria (Operazione Baytown) il 3 settembre 1943, le truppe tedesche furono concentrate nella Piana per un’improbabile difesa del continente. La maggior parte, al comando del boia Walter Fries, a Rizziconi e nei comuni limitrofi di Taurianova e Cittanova, sede della XI Divisione Costiera del generale Felice Gonnella che ha il compito di difendere l’ampio tratto costiero tra Falerna a Guardavalle.

A Rizziconi, periferia Est, nei pressi del deposito di munizioni della Hermann Göering in Via S. Maria Superiore, i contatti tra inglesi, popolazione civile, che aveva tagliato i fili interrompendo il ponte radio con il 53° reggimento, e tedeschi, fu alla base della strage. L’operazione viene scoperta

dai tedeschi che sparano su due giovani soldati inglesi poi le poche persone rimaste in paese, che non erano stati richiamati con i bandi di leva fascisti o che non erano sfollati in zone di campagna, ritenute più sicure, raggiunsero i “rifugi antiaerei” che erano stati individuati nel vecchio collettore fognario della zona Lepro mentre alcuni rimasti in paese subirono gli effetti dell’ordine nazista di indirizzare il fuoco dei carri armati sull’abitato.

I tedeschi in fuga massacrarono a cannonate i cittadini inermi, in maggioranza donne, bambini ed anziani, vite inermi spezzate, per rappresaglia, dai nazisti. Il bombardamento, con una cadenza impressionante, durò diverse ore, dalle 14 alle 16 e dalle 18 all’alba, e la bestiale furia nazista continuò anche quando alcuni cittadini issarono sulla torre del campanile della Chiesa di S. Teodoro un lenzuolo bianco in segno di resa: 17 morti e cinquantasei feriti fu il tragico bilancio dell’unica strage nazista registrata in Calabria, la più tragica del Mezzogiorno d’Italia.

Alla fine del bombardamento il dr Vincenzo Gioffrè ed il sacerdote Francesco Riso raccolsero cinquantasei feriti e sedici morti mentre una donna morì, qualche giorno dopo all’ospedale di Taurianova a causa delle ferite riportate.

 

 

 

Istituto “Ugo Arcuri”

per la Storia dell’Antifascismo

e dell’Italia Contemporanea

in provincia di Reggio Calabria

 

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