Carovigno ha antichi trascorsi antifascisti:

Prete Pasquale di Vito, Palma Teodoro dì Giuseppe, Cretì Salvatore di Pasquale,  Buongiorno Isaia di Nicola, Normanni Nicola di Vito, Tateo Erminio di Michele, Saponaro Alessandro di Angelo,Iaia Francesco di Cosimo, Antelmi Salvatore di Carmine imputatati perché:

il 13 maggio 1923, dopo di essersi forniti di un papavero rosso, per antagonismo al partito fascista,scesero sulla piazza di Carovigno, gridando a squarciagola: Evviva il socialismo,abbasso il fascismo, in questa manifestazione avevano: disturbato la quiete pubblica con clamori ed in modo da produrre apprensione nel pubblico.

Cretì Salvatore di Pasquale e Cesaria Francesco di Luigi, imputati in  Carovigno il 18 agosto 1924 avevano esercitato la questua pro  erigendo monumento On. Matteotti,  senza esserne autorizzati dall’Autorità di P.S..

Carovigno inoltre ricorda gli antifascisti:

  1. CALIOLO Giuseppe, di Vincenzo e ed Antonia Maria Cisternino. Nato il 5 giugno 1908, a Carovigno e residente a Mesagne. Antifascista. Confinato.  Cfr. CPC; http://www.anpibrindisi.it/scheda-anagrafica/indice-della-memoria/francavilla-fontana/
  2. CARRONE Salvatore. Nato il 13 novembre 1885 a Carovigno e residente a Faenza (RA). Fruttivendolo. Comunista. Ammonito. Cfr. CPC.
  3. CRETI Salvatore. Nato nel 1899 a Carovigno (BR). Calzolaio. Comunista. Cfr. CPC.
  4. DE LUCA Giuseppe, n. a Carovigno, il 18 gennaio 1922. Rinviato a giudizio con sentenza nr. 874 del 1942. Cfr. Dal Pont, Leonetti.P. Maiello P. Zocchi L. Tutti i processi  op. cit. p. 150
  5. EPIFANI Egidio,Nato nel 1903 a Carovigno (BR). Meccanico Comunista. Condannato a 5 anni di confino per “attività antifascista all’estero”. Liberato nell’agosto 1943.Cfr. CPC; A. Dal Pont- S. Carolini, L’Italia al confino, op. cit. pag. 1584;iscritto alla Rubrica di frontiera.
  6. GIACCHETTI Pietro. Nato il 9 febbraio 1914.a Carovigno (BR) e residente a Roma. Violinista. Comunista. Denunciato al Tribunale Speciale speciale e condannato a 9 anni per costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda in base alla sentenza n. 58 del 16 maggio 1940.Cfr. Min. Dif., St. Mag. Es. – Uf. St., T.S.D.S., 1940, p. 407; CPC.
  7. GIANNOTTI Luigi. Nato nel 1902 a Carovigno (BR) e residente a Brindisi. Bracciante. Comunista. Iscritto alla Rubrica di frontiera.  Cfr. CPC.
  8. GRANDE Emilio di Abramo ed Elisabetta Spagnolo. Nato a Carovigno il 7 ottobre 1898 e residente a Brindisi. Manovale. Antifascista schedato.  Condannato a 5 anni di confino per aver percorso “le vie cittadine con un berretto rosso e gridando – abbiamo fame, vogliamo lavoro –” . Prosciolto, con la condizionale, nel dicembre del 1938, viene successivamente internato dalla Prefettura di Brindisi il 12 giugno 1940 e prosciolto con la condizionale il 4 novembre 1942.  Cfr. ANPPIE, op. cit, pag. 156; CPC; A. Dal Pont- S. Carolini, L’Italia al confino, op. cit. pag. 1579;  Cfr. http://www.anpibrindisi.it/scheda-anagrafica/indice-della-memoria/francavilla-fontana/
  9. LANZILLOTTI Cosimo Matteo di Giuseppe ed Aurora Cardone. Nato il 24 febbraio 1895 a Carovigno (BR) e residente a Brindisi. Giardiniere. Socialista. Condannato ad una pena di 4 anni poi commutata, il 6 gennaio 1927, in ammonizione.Cfr. CPC; A. Dal Pont – S. Carolini, op. cit., 1V° vol., p. 1603.
  10. LANZILLOTTI Vito Giuseppe Teodosio. Nato nel 1874 a Carovigno (BR) e residente a Brindisi. Oculista. Repubblicano. Radiato.  Cfr. CPC.
  11. POMES Giovanni. Nato a Carovigno, nel 1907. Impiegato. Comunista. Iscritto alla Rubrica di frontiera. Cfr. CPC.
  12. RUSSO Leonardo. Nato a Carovigno, nel 1895. Ebanista. Socialista. Radiato.Cfr. CPC.
  13. SAPONARO Modesto. Nato nel 1884 a Carovigno (BR). Possidente. Denunciato per offese al Capo del governo. Radiato. Cfr. CPC.

Carovigno  ricorda e onora, i propri figli Internati Militari ei Deportati deceduti nei lager e che hanno detto no al fascismo e alla RSI :

1. DE BIASI Francesco. Nato a Carovigno il 7 aprile 1920. Internato con il numero di matricola 15285 e deceduto presso l’ospedale di Nurnberg / Lanwasser (Germania). Sepolto a Francoforte sul Meno. Uno degli 800.000 italiani (fra civili e militari) che, dopo l’8 settembre 1943, essendosi rifiutati di aderire alla RSI, furono fatti prigionieri e deportati nei campi di concentramento tedeschi dislocati nei territori del Terzo Reich. Cfr. Zamboni Roberto, Dimenticati dallo Stato, in: http://www.robertozamboni.com/p/prova.html, alla voce “Brindisi”, pag. 2.
2. GRECO Antonio. Nato a Carovigno l’8 novembre 1918 e deceduto in Germania il 19 aprile 1944. Uno degli 800.000 italiani (fra civili e militari) che, dopo l’8 settembre 1943, essendosi rifiutati di aderire alla RSI, furono fatti prigionieri e deportati nei campi di concentramento tedeschi dislocati nei territori del Terzo Reich.Cfr. Zamboni Roberto, Dimenticati dallo Stato, in: http://www.robertozamboni.com/p/prova.html, alla voce “Brindisi”, pag. 2.
3. LEO Cosimo. Nato a Carovigno il 1° gennaio 1919 e deceduto in Germania il 9 aprile 1945. sepolto ad Amburgo Cfr. Zamboni R. Cfr. Zamboni Roberto, Dimenticati dallo Stato, in: http://www.robertozamboni.com/p/prova.html, alla voce “Brindisi”, pag. 2.
4. PRIMA Salvatore. Nato il 3 febbraio 1918 a Carovigno. Deportato a Buchenwald il 2 febbraio 1945 e qui deceduto il 28 dello stesso mese per “cause imprecisate”, carrettiere. Cfr. Mantelli Brunello – Tranfaglia Nicola, op. cit., p. 1736.ASLeDm. TA, FF.MM. cl.1918, vol. 520,nm. 3864

Carovigno  ricorda e onora, i propri figli Internati Militari Italiani (IMI)Deportati nei lagher:

1.  ALBERTI Donato. DnL

2.  ANTELMI Luigi, di Antonio. DnL.

3.  ASCIANO Paolo. di Arcangelo. DnL

4.  BACCARO Cataldo, di Sanio. DnL

5.  BASILE Michele di Domenico DnL

6.  BOTTACCI Vito, di Antonio. DnL.

7.  BRANDI Giosuè, di Tommaso DnL

8.  CAMASSA Domenico. DnL.

9.  CARLUCCI Alessandro, di Crocifisso DnL
10.CARLUCCI Giuseppe, di Angelo. DnL
11.GARRONE Angelo, di Vincenzo. DnL.
12.CESARIA Giuseppe, di Francesco. DnL.
13.CONTE Rocco, di Giovanni. DnL.
14.CONTROBIA Salvatore, di Giuseppe DnL.
15.DE GIOVANNI Giuseppe, di Raffaele DnL.
16.DE GIUSEPPE Giovanni, di Giovanni. DnL
17.DEL PRETE Antonio, di Flaminio DnL
18.DEL PRETE Francesco, di Vito DnL.
19.DE PASQUALE Angelo di Giuseppe DnL
20.EPIFANI Giovanni D

21.FILOMENA Gregorio, di Giuseppe. DnL
22.FUSCO Francesco. DnL
23.GALIANO Luigi Martino, di Luigi DnL
24.GRECO Gaetano, di Erasmo DnL
25.LANZ1LLOTTI Cosimo Fedele, di Salvatore DnL
26.LANZILOTTI Andrea, di Teodosio. DnL.
27.LANZILOTTI Giovanni. Dot.
28.LANZILOTTI Giuseppe DnL
29.LANZILOTTI Pasquale, di Antonio. DnL
30.LANZILOTTI Teodosio di Giuseppe. DnL.
3 1.LARUCCI Salvatore, di Santo. DnL,
32.LARUCCIA Francesco di Pasquale. DnL
33.LAVENEZIANA Giovanni, di Bellisario. DnL

34.LEO Giuseppe Raffaele, di Rocco. DnL
35.LOCOROTONDO Angelo, di Giuseppe. DnL

36.LOFINO Giuseppe DnL

37.LUPERTI Antonio, di Vincenzo. DnL

38.LUPERTl Vito. di Cataldo. DnL

39.MAGLI Enrico Vito, di Innocenzo. DnL

40.MARZO Pietro, di Giuseppe DnL

41.MASIELLO Giuseppe, di Rocco DnL

42.MORO Giuseppe Orti

43.PAPALINO Rocco. DnL
44.PRIMA Ferdinando, di Umberto. DnL.
45.SACCHI Pasquale, di Antonio. DnL
46.SACCHI Pasquale, di Antonio. DnL
47.SACCO Francesco DOdD.
48.SAPONARO Luciano, di Manano. DnL
49.SAPONARO Pasquale, di Giovanni DnL
50.SCALIGERI Pietro, di Angelo DnL.
51.SCALIGERI Rocco di Angelo DnL.
52.SEMERARO Oronzo, di Oronzo. DnL
53.SEMERARO Stefano di Francesco DnL.
54.SIMEONE Felice, di Leonardo DnL
55.TATEO Cosimo, di Oronzo. DnL
56.TATEO Vittorio di Felice DnL.

57.TRISOLINI Giuseppe Pasquale Salvatore, di Vincenzo DnL.

58.UGGENTI Pietro, di Donato. DnL
59.VALENTE Giacomo, di Angelo. DnL.
60.ZACCARIA Cosimo, di Domenico DnL
61.ZURLO Cosimo, di Pasquale DnL

 

Carovigno  onora e ricorda  i propri Partigiani:

  1. ANSELMI Alessandro. Nato il 7 febbraio 1923 a Carovigno. Partigiano nella Brg. Sap Vasario. Dal 1° gennaio 1944 al 7 giugno 1945. Benemerito. Cfr. BDPP.
  2. GIOFFREDI Filippo. Partigiano Nato il 1 maggio 1909, a Carovigno.  – Giacomo – Brg. Sap Vassallo, dal 1° gennaio 1944 al 7 giugno 1945. Benemerito. Cfr. BDPP.
  3. LOTTI Salvatore. Nato il 29 marzo 1922, a Carovigno. Partigiano. – Binda. Garibaldini Val Po dal 1 settembre 1943 al 1 marzo 1944, poi nella 100 Brg. Garibaldi fino al 1 dicembre 1944 ed infine nella 48 fino all’8 giugno 1945. Cfr. BDPP.
  4. ORLANDO Cosimo. Nato il 12 febbraio 1911, a Carovigno. Verniciatore. Partigiano. – Franco – Divisione C Gl – Gruppo aeritalia, dall’8 giugno 1944 al 7 giugno del 1945.Cfr. BDPP.
  5. CAMASSA Giuseppe, di Mariano. Partigiano. nato a Carovigno, il 27 luglio 1916. Combatte nelle file partigiane della Div. Garibaldi in Jiugoslavia dall’8 settembre 1943 al 1 luglio 1944. Carpentiere. Cfr. ASLe, Dm.TA,FF.MM.,cl1916, vol499,nm.43914.

  1. MASTROLIA Luigi. Partigiano. nato a Carovigno, il 19 febbraio 1920 da Vincenzo e Cavallo Palma. Combattente nella div. Gramsci, contro i nazifascisti, in Albania dal 9 settembre 1943 al 10 gennaio 1944 e dall’11 ottobre 1944 al 30 novembre  dello stesso anno. Carrettier. Cfr. Liri popullit, op. cit.pag.221. ASLe, Dm.TA,FF.MM.,cl1920, Reg. 556,nm 11330.

 

 

 

 

Era caldo quel pomeriggio del 9 agosto del ’43 a Brindisi, nello studio dell’avvocato Vittorio Palermo in Via Palestro angolo via Mazzini nei pressi di piazza Cairoli, dove adesso ci sono gli uffici dell’INAIL. Alle ore 3 del pomeriggio si riunirono con l’avvocato Vittorio Palermo, Guglielmo Cafiero, Donato Ruggiero, l’ingegnere Pietro Sala, l’avvocato Giovanni Stefanelli. Nasceva così il Comitato Provinciale di concentrazione antifascista a Brindisi, noto anche come Fronte Nazionale d’Azione, quello che in seguito sarà molto più noto come Comitato di Liberazione Provinciale di Brindisi.

Il promotore di questa tempestiva iniziativa antifascista in città fu dunque l’avvocato Vittorio Palermo originario di Ceglie Messapica ma operante da tempo in città. Egli aveva avuto il merito tenere le fila di un gruppo di antifascisti brindisini che, come è annotato nel verbale della loro prima riunione, alcuni dei quali erano diggià in intenso e quotidiano contatto da un paio d’anni fra loro ed altri elementi antifascisti pugliesi ed italiani.

 

 

 

 

 

La figura dell’avvocato Vittorio Palermo oggi è ormai poco nota. Va a merito dell’avvocato Augusto Conte l’avere, in più occasioni, fatto una ricognizione biografica attenta e puntuale sulla persona di Vittorio Palermo che ci permette di mantenerne vivo il ricordo. Di seguito pubblichiamo alcuni stralci:

 

[..]Palermo, Vittorio (Ceglie Messapica, 17.7.1906 – Brindisi, 27.4.1981). Il giovane Vittorio aveva l’animo di un poeta in un temperamento di rivoluzionario. La sua vita e la sua opera costituiscono testimonianza della lotta per le libertà sostenute dalla Avvocatura, nell’esercizio della funzione difensiva e nell’impegno politico-sociale.

Dopo la laurea in Giurisprudenza nell’Università di Roma, da giovane e brillante Avvocato nel 1936 si era schierato contro il fascismo, assumendo contatti con note personalità antifasciste nazionali, tanto che nel 1937 era segnalato alle autorità di frontiera perché fosse controllato al rientro da un viaggio in Francia, essendo sospettato di contatti (in realtà mantenuti) con i fuoriusciti clandestinamente.

Conclusa l’esperienza politica dopo la Liberazione si dedicò alla professione forense, con Studio professionale nella natia Ceglie Messapica e in Brindisi, per poi stabilirsi definitivamente nel capoluogo; nel suo Studio si formarono tanti giovani praticanti. Nel contempo prevalse in lui, sul contestatore politico, l’animo del poeta, tornandosi a dedicarsi alla poesia, alla musica, al teatro, sue passioni giovanili di quando era “ignaro del dolore!”.

Componeva versi dai quali traspariva un senso di doloroso struggimento e il suo raccoglimento nella preghiera.

Prese parte all’associazione “Amici della Musica” e si interessò al teatro, nel quale, giovanissimo aveva rappresentato commedie, allora in voga, di Sem Benelli.

Nell’attività professionale riversava quella poetica che lo animava anche nel modo di esporre le questioni che trattava, con riferimento ai classici della poesia.

Nessuno avrebbe individuato nel fine professionista la persona descritta in un verbale di polizia:

“L’anno 1943, addì sei del mese di novembre, nella R. Questura di Brindisi. Innanzi al sottoscritto,Commissario di PS., è presente l’Avvocato Palermo Vittorio fu Giuseppe e di Leuzzì Angela, nato a Ceglie Messapica il 17 luglio 1906, qui residente in via Mazzini, n. 50, il quale viene diffidato ai sensi dell’art. 64 della Legge di PS. a non promuovere manifestazioni del Comitato del Fronte Nazionale di Azione, e non tenere riunioni in pubblico né adunanze, manifestazioni, conferenze e simili, anche in luoghi chiusi, avvertendolo che in caso contrario saranno adottati nei di lui confronti più severi provvedimenti di polizia, indipendentemente dalla denunzia all’Autorità Giudiziaria. Letto, confermato e sottoscritto. F.to Avv. Vittorio Palermo. F.to Delle Canne Antonio – Commissario di PS. “,

[..]La sua attività di antifascista si era intensificata subito dopo l’inizio della guerra nel 1941, venendo coinvolto nelle indagini compiute su Tommaso Fiore; fu temporaneamente detenuto nel Carcere di Bari ove venne in contatto con l’Avv. Michele De Pietro c l’Avv. Michele Cifarelli (poi Senatori della Repubblica) che il 16.11.1943 gli scrisse: “Carissimo Vittorio, ti presento l’Avv. Arduino Cerniti di Venezia, che ora fa parte del Nostro Comitato di Liberazione. Egli Ti esporrà a voce la situazione. Io sintetizzo: 1) Ci siamo costituiti in Comitato di Liberazione. 2)Abbiamo votato gli ordini del giorno di cui ti invio copia. 3)Cerchiamo di prendere adeguatamente contatto con la Commissione di controllo. 4)Invitiamo voi di Brindisi e gli amici di Lecce e Taranto, per il tuo tramite, a far altrettanto. Occorrono al massimo chiarezza, fermezza e rapidità. Ti abbraccio. Saluto tutti gli altri amici di Brindisi. Auguri. Tuo Michele Cifarelli.”

Vittorio metteva a disposizione sé stesso e il suo Studio (il locale interpartiti era stato requisito).

Il Comitato di Liberazione lo designò a Sindaco di Brindisi, ma la nomina risultò troppo estremista alla Commissione Alleata di Controllo, per cui fu designato il rappresentante di un partito più moderato.

Agli entusiasmi della liberazione seguirono le delusioni: l’accesso alle cariche politiche di persone compromesse con il passato regime, il rallentamento della epurazione, anche a seguito dell’amnistia non volendo i vertici della politica alimentare il risentimento, lo convinsero a mettersi in disparte e a dedicarsi alla professione e alla coltivazione del sentimento dell’arte.

 

(da: Avvocati e Giuristi Illustri Salentini dal XVI al XX Secolo a cura di Augusto Conte, Sergio Limongelli, Stefano Vinci, Edizioni Grifo, Lecce, dicembre 2014)


“Vite spezzate – Costantino Gargaro – Storia di un’ingiustizia di Stato”, è l’ultimo volume di Alessandro Rodia, pubblicato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Francavilla Fontana, riporta alla luce la storia di un fatto di cronaca accaduto novant’anni fa e le mistificazioni messe in atto dal regime fascista per creare il mito del martire caduto sotto il piombo sovversivo per la causa nazionale.

Il 16 agosto 1925, mentre una diecina di giovani avanguardisti percorre le vie di Francavilla Fontana cantando inni fascisti, viene ferito mortalmente, da colpi di pistola, il diciassettenne Elio Galiano. Il dolore per la sua morte porta la fidanzata Laura Del Mare al suicidio, suscitando nella popolazione una palpitante ed enorme commozione.

Di questo assassinio viene incolpato e arrestato un contadino-operaio Costantino Gargaro, fervente socialista.

Il fascismo provinciale e nazionale organizza pubbliche manifestazioni per celebrare e far crescere il mito dell’eroe avanguardista assassinato dalla mano comunista. In onore del martire Elio Galiano vengono innalzati monumenti e intitolate strade e scuole. A Brindisi, il 29 novembre 1931, alla presenza di Renato Ricci, presidente centrale dell’Opera Nazionale Balilla, si inaugura la nuova palestra intitolata a “Elio Galiano”.

Costantino Gargaro subisce anni di durissimo carcere e lotta instancabilmente e disperatamente per affermare la propria innocenza ma la scientifica e mostruosa costruzione di un labirinto processuale, con l’utilizzo di testimonianze false, lo condanna a 18 anni di carcere.

La sua tenacia indomabile proiettata totalmente a dimostrare la propria innocenza e far emergere tutte le manovre poste in essere, soprattutto gli intrighi attuati per “pagare” i testimoni falsi, per incolparlo è, per il regime fascista, un pericolo che bisogna eliminare.

Nel giugno 1932 viene disposta la sua detenzione in un luogo irraggiungibile per la moglie e per i parenti: l’isola dell’Asinara, uno stabilimento penale durissimo fuori dal mondo, un inferno galleggiante e senza speranza di ritorno. La traduzione all’Asinara è la condanna all’emarginazione definitiva di Costantino Gargaro. Quel trasferimento è la sua condanna a morte.

Costantino Gargaro lotta per non soccombere, cerca di aggrapparsi ad ogni speranza per uscirne vivo ma non tornerà mai più. I resti mortali non ritorneranno a casa né durante la dittatura fascista né dopo con la democrazia.

Il 19 ottobre 1960, la Commissione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il riconoscimento delle provvidenze a favore dei perseguitati politici antifascisti riconosce alla moglie Maria Fontana Principale l’Assegno vitalizio di Benemerenza, dopo aver accertato che Costantino Gargaro “ noto quale attivo antifascista venne arrestato e processato del reato per il quale fu condannato per motivi politici. Gli accertamenti dei Carabinieri di Bari hanno esplicitamente confermato l’indole politica dei fatti che provocarono l’imputazione del marito dell’instante noto antifascista”.

Una pista d’indagine, mai voluta prendere in considerazione dalla polizia politica fascista, è l’ipotesi inserita nella relazione della Stazione dei Carabinieri di Francavilla Fontana, in data 18 maggio 1959, inviata al Ministero del Tesoro – Ufficio Perseguitati Politici “Dato il lungo periodo di tempo trascorso dalla data in cui ebbe a verificarsi l’omicidio del giovane Elio Galiano, delitto attribuito a Gargaro Costantino, ed anche perché non esiste più il carteggio dell’epoca agli atti di quest’arma, non si è in grado di fornire sufficienti e precisi elementi chiarificatori in merito al fatto di cui innanzi. Tuttavia, secondo quanto è stato possibile appurare mediante accertamenti esperiti fra persone del luogo, degne di fiducia, si è venuto a sapere (…). Siccome il giovane Elio Galiano precedentemente aveva sedotta una certa Del Mare, ragazza che aveva minacciato di abbandonare, la quale dopo la morte del fidanzato si suicidò, si stabilirono due correnti di persone, una delle quali attribuiva l’omicidio del Galiano ad un giovane fratello della Del Mare, il quale giovane avrebbe ucciso per vendicare l’onore della congiunta (…)”.

La vicenda umana di Costantino Gargaro ha stimolato Alessandro Rodia a scavare nella storia di una città del Sud per riportare alla luce e far conoscere fatti politici e sociali accaduti negli anni in cui le squadre fasciste imponevano le dimissioni dei Sindaci eletti democraticamente dal popolo. Molti contadini ed operai meridionali, schedati come “sovversivi”, hanno pagato, con anni di carcere, di confino e con la vita, per difendere ed affermare l’idea di libertà. Libertà di cui, oggi, tutti noi ne godiamo i frutti.

 

Francavilla F. piazza Umberto I° anni '20

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