L’ANPI di Brindisi si associa al dolore e alla commozione di tutta l’Associazione per la  perdita di Luciano Guerzoni, ricorda che egli che ha favorito e stimolato la rinascita dell’ANPI a Brindisi.

Donato Peccerillo

 

 

Ciao Guerzoni

11 Agosto 2017

Il cordoglio della Presidenza e della Segreteria nazionale ANPI per la scomparsa di Luciano Guerzoni, Vice Presidente Nazionale vicario dell’Associazione

Con intensa commozione e dolore abbiamo appreso della scomparsa del nostro amato Vice presidente nazionale vicario Luciano Guerzoni. Una perdita gravissima per tutta l’Associazione che in queste ore sta vivendo momenti di profondo turbamento. Guerzoni è stato un amico, un grande dirigente nazionale, un autentico democratico, un appassionato e prezioso organizzatore: grazie al suo infaticabile impegno, per il quale nel 2009 si è potuto dare vita alla nuova stagione dell’ANPI con la Conferenza di organizzazione di Chianciano, la nostra Associazione è oggi presente e operativa in tutte le province d’Italia. L’attività politica ha caratterizzato per intero la sua esistenza portandolo a ricoprire cariche di alto livello istituzionale. Presidente della Regione Emilia-Romagna dal 1987 al 1990, è stato poi Senatore della Repubblica ininterrottamente dal 1992 al 2006, Presidente e Vice Presidente di Commissione (ricordiamo in particolare quella d’inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti). Ma possiamo affermare con convinzione che la sua “Casa” politica, la sua ragion d’essere di attivista della democrazia e dei principi e valori della Costituzione, è stata decisamente l’ANPI.

Salutiamo Luciano Guerzoni con affetto infinito, ci stringiamo al dolore dei familiari e amici e annunciamo che in settembre organizzeremo una iniziativa nazionale tutta dedicata al suo ricordo.

LA PRESIDENZA E LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Roma, 11 agosto 2017

 

Le radici dell’antifascismo brindisino, i controllo e la repressione del dissenso politico prima , durante e dopo la dittatura. Fatti e personaggi attraverso i documenti del casellario politico della questura conservati nell’Archivio di Stato di Brindisi.

Un documento importante per conoscere parte della storia democratica e popolare della nostra terra.


ARCHIVIO DI STATO DI BRINDISI – ANPI

Presentazione del catalogo della mostra “Sovversivi (1900 – 1943)”

Sala conferenze dell’Archivio di Stato – venerdì 5 maggio 2017 alle ore 18,00

 

Venerdì 5 maggio alle ore 18,00 nella Sala conferenze dell’Istituto sarà presentato il catalogo della mostra documentaria e fotografica “Sovversivi (1900–1943)”, risultato di una lunga e approfondita ricerca sui documenti dello Schedario politico della Questura di Brindisi conservato nell’Archivio di Stato e di altra numerosa documentazione proveniente dall’Archivio Centrale dello Stato, dall’Archivio di Stato di Lecce, dall’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea e da archivi privati.

La presentazione del catalogo sarà così articolata: dopo l’introduzione di Francesca Casamassima, direttore dell’Archivio di Stato e di Donato Peccerillo presidente del comitato provinciale dell’ANPI, interverranno Costantino Foschini, giornalista e documentarista RAI, Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea ed Elena Lenzi, funzionario dell’Archivio di Stato e curatrice del catalogo.

La mostra, allestita tra novembre 2013 e gennaio 2014 nelle sale di Palazzo Nervegna dall’Archivio di Stato e dal Comitato provinciale ANPI con il contributo del Comune di Brindisi, è stata poi trasformata in pannelli fotografici per facilitarne il “viaggio” nella provincia di Brindisi, così come nelle intenzioni dei promotori. Infatti è stata proposta nel 2015 a Mesagne, nel salone del Castello, e a San Pancrazio, e nella primavera del 2016 nel chiostro del Palazzo di città di Ostuni e nell’ex convento di Santa Chiara a Brindisi, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e una numerosa partecipazione di studenti. La stampa del catalogo, realizzato dall’ANPI provinciale con il contributo di associati, sostenitori e amici, è dunque il coronamento di un impegno profuso ormai da anni da ANPI e Archivio di Stato, finalizzato soprattutto al trasferimento della memoria popolare democratica e antifascista alle nuove generazioni.

Nell’occasione della presentazione del volume, sarà possibile visitare la mostra riallestita nel chiostro dell’Archivio dal 6 al 12 maggio, nei giorni feriali dalle 8,30 alle 13,30 e il martedì e giovedì dalle 8,30 alle 17,00. L’ingresso è libero e gratuito.

Il catalogo “Sovversivi (1900 – 1943)” Con il nome generico di “sovversivi” vennero indicati durante il governo Crispi gli oppositori politici più pericolosi. In seguito la stessa definizione fu attribuita agli antifascisti e, alla caduta del regime, agli ex squadristi e gerarchi fascisti: nel catalogo se ne raccontano le storie, a partire dalla nascita dei primi circoli socialisti a Brindisi, alla strenua lotta e resistenza clandestina degli antifascisti durante il ventennio della dittatura fino alla caduta del regime e la ripresa dell’attività politica dei partiti nei Comitati di Liberazione.

Tutta la documentazione presentata testimonia la nascita e la diffusione dell’antifascismo nel territorio brindisino, considerato fino ad oggi ai margini dell’opposizione ai governi liberali e alla dittatura. 2 Il volume di 260 pagine, con illustrazioni a colori, edito da Pubblidea Edizioni.

le foto della presentazione del catalogo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gli articoli


72° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA  Brindisi, martedì 25 aprile 2017


Martedì 25 aprile p.v. alle ore 10.30 avrà luogo, presso il Monumento ai Caduti, in Piazza Santa Teresa, la Solenne Celebrazione del 72° Anniversario della Liberazione. Alla Cerimonia, presieduta da S.E. il Prefetto di Brindisi Dott. Annunziato VARDE’, unitamente alle Autorità Civili e Militari della Città e della Provincia di Brindisi. A seguire, in occasione di detta ricorrenza, è intendimento di S.E. il Prefetto, rendere onore ai partigiani brindisini. L’evento avrà luogo in Piazzetta Sottile – De Falco (di fronte Palazzo Nervegna) alla presenza delle massime Autorità Civili e Militari della città.

VERSO IL 25 APRILE ANCHE A BRINDISI E DINTORNI. BUONA LIBERAZIONE A TUTTI.

“Al ricordo di uno splendido passato (la Resistenza), alla fiducia in un magnifico documento (la Costituzione), affidiamo la speranza e la volontà di un futuro migliore, che si potrà realizzare solo se collaboreremo e parteciperemo tutti, ognuno per la propria parte e ognuno con le proprie capacità e i propri mezzi, per raggiungere l’obiettivo della pace, della serenità, della giustizia sociale e dell’eguaglianza”, ha detto il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia. E contro ogni guerra, per la giustizia sociale, per il lavoro, per l’accoglienza di chi fugge da violenza, conflitti e fame, anche a Brindisi il  25 aprile, l’Anpi sarà nelle piazze assieme alle altre associazioni e ai sindacati.

Il comitato provinciale ANPI Brindisi


APPELLO DELL’ANPI PER IL 25 APRILE

Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. Ricordiamo i combattenti per la libertà, i loro sogni di democrazia, uguaglianza e felicità, il portare avanti con coraggio e tenacia la loro speranza di un Paese civile, giusto, solidale. Festeggiamo la Costituzione nel 70° anniversario della sua approvazione. Quello straordinario lavoro di concordia e responsabilità che condusse alla scrittura delle regole e della sostanza democratica della vita collettiva. Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione. Dobbiamo essere uniti e tanti. A trasmetterci la voglia di essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione, di contrasto ai troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web illudendo una parte delle giovani generazioni, di costruzione di una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace. Dobbiamo darci appuntamento per tutti i giorni a venire. Il 25 aprile rappresenti un impegno quotidiano a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo. Con l’entusiasmo e le capacità di ognuno. Buona Liberazione.
19 aprile 2017


il 25 Aprile a Brindisi


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ANPI di Brindisi aderisce a Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Hyso, i caporali e le vittime della mafia

Hyso Telharaj. Chi era costui? Uno straniero, non c’è dubbio. Che cosa mai può importarci della sua vita e della sua morte violenta? Del resto se ne è andato diciotto anni fa. I suoi assassini non sono mai stati processati e condannati. Che importanza può avere per noi un vecchio delitto che riguarda un immigrato. Un “cold case” che non ci interessa.

Ma, a futura memoria, è meglio raccontarla la storia di questo ragazzo, venuto da non molto lontano, e di un vino rosso, fatto con l’uva coltivata sulle terre confiscate alla Scu di Mesagne e lavorate in una cantina di Torchiarolo confiscata a un ex boss della Sacra Corona, un vino che riporta sull’etichetta il suo nome. Hyso era un ragazzo albanese che viveva in un paese lontano da Tirana, Durazzo, Valona. Il padre era malato, lavoro non ce n’era e lui, giovanissimo e responsabile, venne in Italia, in Puglia.

La stessa rotta dei barconi pieni di gente che sfuggiva alla guerra civile. Il tam tam dei suoi connazionali, che erano già emigrati, lo portò in Capitanata. “Qui c’è da lavorare”. Gli dissero. “È dura, ma qualcosa si guadagna”. Hyso sapeva bene che qui non avrebbe trovato il paradiso, cercava solo un po’ di giustizia sociale e qualcosa da guadagnare con un lavoro onesto. Diventò bracciante e ogni settimana mandava i soldi a casa, per la sua famiglia. La giustizia sociale non c’era. Ancora oggi, con i braccianti albanesi sostituiti da braccianti africani, non c’è.

Hyso in Capitanata trovò sfruttamento e morte. I caporali gli chiedevano tangenti per ogni giornata di lavoro. Ma lui aveva un grande senso della giustizia e aveva bisogno di soldi da mandare al padre malato. Si ribellò. L’8 settembre del 1999 fu trovato morto, gli spararono nei pressi di Cerignola. Aveva 22 anni. Non aveva ceduto al ricatto dei caporali, non aveva piegato la testa e si era opposto a quella logica spietata. Questa storia ci riguarda, perché gli dobbiamo molto. Accese i riflettori su condizioni di vita inumane che ancora oggi vivono donne, che qui sono nate, e migranti, tutti lavoratori dei campi.

Ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, da quando fu ucciso, anche il nome di Hyso viene letto ad alta voce in tutte le città d’Italia in occasione della commemorazione delle vittime di mafia. Questa giornata diventerà istituzionale, come il 25 aprile e il primo maggio. “Dobbiamo chiedere scusa a Hyso e alla sua famiglia, perché non abbiamo fatto abbastanza per salvarlo dalla mafia del caporalato” disse don Luigi Ciotti. Ma, sino allo scorso anno, la sua famiglia non sapeva nulla di tutto questo. Fu una ragazza albanese, che studia in Italia, a scoprire, un’estate in cui aveva voluto fare la volontaria con Libera Terra a Mesagne, che esisteva un vino dal nome albanese, Hyso Telharaj. Si prese una bottiglia e, quando tornava a casa in Albania, cercava senza sosta quella famiglia, sino a quando incontrò due sorelle e un fratello di Hyso. Così la famiglia Telharaj è stata in Puglia, ha visitato il luogo dove Hyso fu ucciso, ha incontrato i volontari di Libera a Brindisi, ha visitato la cantina che produce quel buon vino che ha il nome di Hyso. La stessa cantina che ha intitolato altri vini a Renata Fonte e, oggi, anche a Marcella Di Levrano, giovane mesagnese, tutte vittime innocenti della mafia. L’emozione è stata forte.

Le vittime del caporalato sono a tutti gli effetti vittime innocenti di mafia, come le nostre donne, le nostre braccianti che hanno perso la vita in incidenti stradali sui pulmini dei caporali e nei campi, come Paola Clemente di Taranto, come Pompea Argentiero (16 anni), Lucia Altavilla (17anni), Donata Lombardi (23 anni, mamma di tre bambini), Cosima Valente (36 anni), Domenica Abruzzese (47 anni), tutte di Ceglie Messapica. Come Maria Marsella, Maria dell’Aquila e Antonia Carbone di Oria.
“Nonostante le minacce, Hyso non ha mai ceduto al ricatto dei caporali”, è scritto sulla bottiglia del buon rosso. “A lui e a tutti coloro che non chinano la testa dinanzi all’arroganza mafiosa, dedichiamo questo vino”.

 

Tea Sisto

 

Nuovo Quotidiano   -Martedì 21 Marzo 2017 -

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