Sportello migranti bilancio di un anno di esperienza che continuerà nel nome dell’umanità e della giustizia sociale contro ogni disuguaglianza

 

 

 

 

 

In occasione del 20 giugno 2021 la Giornata Mondiale del Rifugiato è coincisa con la conclusione del primo anno di attività dello Sportello Informativo Migranti della Comunità africana di Brindisi e provincia nella sede del comitato provinciale dell’ANPI di Brindisi. (La Comunità Africana raduna molte delle associazioni dei Paesi del continente presenti nel territorio, dalla Nigeria, al Mali, dal Ghana alla Guinea, sino al Marocco e all’Egitto).

 

 

Un  anno fa, in piena emergenza sanitaria e sociale, lo Sportello Informativo sui  Migranti è stato aperto.  Per un anno intero, due volte alla settimana i preziosi volontari della stessa comunità africana e di altre associazioni (Voci della terra, Arci, Community Hub, spesso affiancati da Compagni di strada, Forum per cambiare l’ordine delle cose e Migrantes) con il sostegno attivo della stessa ANPI di Brindisi, hanno messo a disposizione dei molti migranti diversi volontari (a titolo totalmente gratuito)  come  avvocati, interpreti, psicologi, mediatori culturali, tutte persone, giovani e non, di buona volontà e pronte a riempiere un vuoto istituzionale a sostegno di chi è arrivato in Italia ed è rimasto in balia di ostacoli burocratici insostenibili e di leggi ancora imperfette se non decisamente ingiuste e discriminanti.

Tutti i volontari hanno messo in pratica una politica antirazzista, per il diritto alla mobilità e a una vita dignitosa. Una iniziativa  politica attiva e in “rete”, un pezzo importante di alleanza – la più ampia possibile – sui diritti,  che ha portato lo Sportello a essere riconosciuto come interlocutore credibile e rispettato dalle istituzioni locali, dal Comune e dalla questura attraverso l’apertura di tavoli di confronto per risolvere problemi. Un servizio gratuito riconosciuto dalla Prefettura di Brindisi che ha accettato di aprire tavoli di mediazione con le altre istituzioni per superare criticità che sembravano insormontabili. Lo Sportello è stato persino accettato dal Tribunale l’inserimento tra i suoi volontari di una persona sottoposta alla misura della “messa alla prova”, e anche questo è un riconoscimento chiaro il ruolo dello Sportello Informativo sui  Migranti. Tutti i canali di comunicazione con le istituzioni sono stati aperti. Non è accaduto ovunque in Italia che varie associazioni di migranti africani si riunissero in un’unica comunità per imporre l’autodeterminazione senza che altri tentino, anche in nome di una discutibile solidarietà, di “colonizzare”, di minare una sacrosanta autonomia.

Questo è il bilancio  dello Sportello dell’anno passato:

Questa è politica antirazzista, per il diritto alla mobilità e a una vita dignitosa. Una politica attiva di rete, un pezzo importante di alleanza – la più ampia possibile – sui diritti,  che ha portato lo sportello a essere riconosciuto come interlocutore credibile e rispettato dalle istituzioni locali, dal Comune e dalla questura attraverso l’apertura di tavoli di confronto per risolvere problemi. Un servizio gratuito riconosciuto dalla prefettura di Brindisi che ha accettato di aprire tavoli di mediazione con le altre istituzioni per superare criticità che sembravano insormontabili. Lo sportello presso ANPI ha persino accettato dal numero complessivo di persone assistite dai vari operatori volontari, all’interno e all’esterno dello sportello, 420.

Tipologia di Prestazioni rese:

  • pratiche in sanatoria 2020;
  • compilazione kit per rinnovo permessi di soggiorno;
  • pratiche per ricongiungimento familiare;
  • compilazione curriculum vitae;
  • collocamento di nuclei familiari e singole persone senza fissa dimora presso “casa Betania”, “casa della carita’ di Lecce”, istituti religiosi di Bari, centro di accoglienza notturna di San Pietro Vernotico e nel sistema SPRAR;
  • accompagnamento presso la Questura e il comune di Brindisi per disbrigo pratiche;
  • assistenza pratiche di rilascio codice fiscale o tessera sanitaria;
  • attività’ di ricerca di abitazioni e di attività’ lavorativa;
  • inserimento di persona sottoposta alla misura della “messa alla prova”;
  • accompagnamento e assistenza presso ospedali pubblici e ambulatori privati;
  • sostegno psicologico all’interno dello sportello a persone con disagio mentale;
  • assistenza e sostegno per il rispetto dei diritti negati nei centri di accoglienza;
  • richiesta di trasferimento pratiche da questue fuori sede a questura di brindisi;
  • richiesta di rifissazione udienza di ascolto presso la commissione territoriale di Lecce;
  • istanze reiterate;
  • disbrigo pratiche e raccolta fondi per il rimpatrio di n. 2 salme di cittadini stranieri di diversa nazionalità’;
  • organizzazione manifestazioni pubbliche per il riconoscimento dei diritti negati o per il miglioramento delle condizioni di vita dei migranti.

Di seguito  il testo del comunicato in tre lingue che un anno fa informava l’apertura dello Sportello:

SPORTELLO INFORMATIVO MIGRANTI

IMIGRANTS INFORMATION DESK

BUREAU D’INFORMATION DES MIGRANTS

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Con la presente nota si informa che, a seguito dell’appello del Presidente della Comunità Africana di Brindisi Drissa Kone, una risposta positiva è arrivata dal Presidente dell’A.N.P.I. di Brindisi, Donato Peccerillo, che ha messo a disposizione la sede dell’Associazione Partigiani, in vico San Pietro degli Schiavoni n. 7. Quindi sarà aperto uno sportello informativo a sostegno dei migranti, che non sanno a chi e dove rivolgersi per tutte le informazioni riguardo le nuove disposizioni normative in materia di rinnovo, conversione del permesso di soggiorno e compilazione kit per rilascio permesso di soggiorno a tempo indeterminato; in particolare in materia di sanatoria per la regolarizzazione dei lavoratori irregolari, e per ogni altra informazione sull’immigrazione in generale.

Il servizio dello sportello sarà avviato, nel rispetto della normativa COVID-19, con guanti, mascherine e distanza, a garanzia della sicurezza degli operatori volontari e di tutti gli utenti, a partire dal 19 giugno e sino al 15 luglio 2020, per due giorni a settimana, venerdì e sabato, dalle ore 15,00 alle ore 18,30. La prosecuzione dell’attività dipenderà dalla disponibilità della sede e dalle necessità degli utenti.

I volontari, anche della Comunità Sant’Egidio di Brindisi, che opereranno presso lo sportello, saranno: avvocati immigrazionisti, consulenti esperti in materia di immigrazione e mediatori culturali e linguistici della stessa Comunità Africana.

Il Presidente della Comunità Africana ringrazia sentitamente il Presidente dell’A.N.P.I., e tutti i attivisti che lottano quotidianamente per la giustizia e la pace, e allo stesso modo ringrazia tutti coloro che hanno dato la disponibilità come volontari.

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With this information note that, following the appeal of the President of the African Community of Brindisi Drissa Kone, a positive response came from the President of the A.N.P.I. of Brindisi, Donato Peccerillo, who made available the headquarters of the Partisan Association, in vico San Pietro degli Schiavoni n. 7. An information desk will therefore be opened to support migrants, which is not known to whom and where to contact for all information regarding the new regulatory provisions regarding renewal, conversion of the residence permit and compilation kit for the residence permit issued by indefinite time; in particular with regard to amnesty for the regularization of irregular workers, and for any other information on immigration in general. The counter service will be managed, in compliance with the COVID-19 regulation, with gloves, masks and distance, a guarantee of the safety of voluntary operators and all users, starting from June 19 and until July 15 2020, for two days per week, Friday and Saturday, from 15.00 to 18.30. The continuation of the activity will depend on the availability of the site and the needs of the users. The volunteers, also from the Sant’Egidio Community of Brindisi, who will work at the branch, will be: immigrant lawyers, immigration consultants and cultural and linguistic mediators of the African Community itself. The President of the African Community warmly thanks the President of the A.N.P.I., and all the activists who struggle daily for justice and rhythm, and in the same way thanks all those who have given their availability as volunteers.

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Avec cette note, nous vous informons que, suite à l’appel du président de la Communauté africaine de Brindisi Drissa Kone, une réponse positive est venue du président de l’A.N.P.I. de Brindisi, Donato Peccerillo, qui a mis à disposition le siège de la Partisan Association, in vico San Pietro degli Schiavoni n. 7. Un bureau d’information sera donc ouvert pour aider les migrants, qui ne savent pas qui et où contacter pour toutes informations concernant les nouvelles dispositions réglementaires concernant le renouvellement, la conversion du permis de séjour et la compilation de kits pour la délivrance d’un permis de séjour temporaire. indéterminé; en particulier en ce qui concerne l’amnistie pour la régularisation des travailleurs irréguliers et pour toute autre information sur l’immigration en général.

Le service de guichet sera démarré, conformément à la réglementation COVID-19, avec gants, masques et distance, pour garantir la sécurité des opérateurs bénévoles et de tous les utilisateurs, à partir du 19 juin et jusqu’au 15 juillet 2020, deux jours dans la semaine, vendredi et samedi, de 15h00 à 18h30. La poursuite de l’activité dépendra de la disponibilité du bureau et des besoins des étrangers.

Les volontaires, également de la communauté Sant’Egidio de Brindisi, qui travailleront au guichet, seront: des avocats spécialisés en immigration, des consultants en immigration et des médiateurs culturels et linguistiques de la Communauté africaine elle-même.

Le Président de la Communauté Africaine remercie chaleureusement le Président de l’A.N.P.I., Ainsi que tous les militants qui se battent quotidiennement pour la justice et la paix, et je remercie de la même manière tous ceux qui ont donné leur disponibilité en tant que volontaires. Contactez moi si vous ne savez pas ou se trouve l’endroit Merci .

 

 

Lo sportello per migranti presso la sede  Anpi

Bilancio della prima fase

Nella sede provinciale  dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Brindisi, nel pieno centro della città, è stato  aperto uno sportello informativo a sostegno dei migranti, che non sapevano a chi e dove rivolgersi. Lo sportello, nella sua fase iniziale è servito a dare tutte le informazioni riguardo le nuove disposizioni normative in materia di rinnovo, conversione del permesso di soggiorno e compilazione dei kit per rilascio permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Il tutto finalizzato non solo alla sanatoria per la regolarizzazione dei lavoratori irregolari, ma anche a garantire ogni altra informazione sull’immigrazione in generale.

L’idea dello sportello era stata proposta  della Comunità africana brindisina con il suo presidente, Drissa Kone, il Comitato provinciale dell’Anpi di Brindisi, l’aveva accolta con convinzione.

Inoltre c’è da considerare che ai migranti la città “ non offre servizi pubblici capaci di accogliere domande che richiedono conoscenze specifiche di cui risultano sprovvisti anche altri servizi (ad esempio CAF, patronati, ecc.), per non parlare di Livelli Essenziali di Prestazioni Sociali, come un pronto intervento sociale con la possibilità di intervenire in qualsiasi momento per urgenze personali e familiari a beneficio di tutti gli abitanti del territorio, così come accade in altre città.”  In un’occasione “i volontari hanno assistito per un’intera notte una famiglia nigeriana aspettando l’intervento delle istituzioni locali.”


 

 

 

 

 

 

Lo sportello a partire dalla data d’inizio del 19 giugno 2020 è stato tenuto aperto tutti i venerdì e i sabati, dalle ore 15 alle ore 18,30,. Allo sportello hanno aderito volontari a titolo gratuito quali  avvocati, consulenti e mediatori culturali e linguistici esperti di immigrazione, primi tra tutti i volontari della stessa Comunità Africana.

Il servizio dello sportello è stato  avviato, nel rispetto delle normative Covid 19, con  l’utilizzo  di disinfettanti, mascherine e distanziamenti, a garanzia della sicurezza degli operatori volontari e di tutti gli utenti.

L’Anpi Brindisi da molto tempo lavora in rete con altre associazioni,nel campo della solidarietà che delle battaglie per il rispetto dei diritti, nell’esperienza  specifica dello sportello informativo dei migranti oltre che con la Comunità africana si sono state attivate la stessa Anpi, Community Hub, l’Arci, l’Associazione Voci della Terra e il Forum per cambiare l’ordine delle cose, e una serie di bravissime professioniste volontarie.


 

 

 

 

 

Le attività dello sportello informativo dei migranti della Comunità africana presso la sede di ANPI Brindisi sono continuate sino a sabato 7 novembre, dopo quella data, per comprensibili motivi, ci  si è dati una pausa che durerà fino alle disposizioni del nuovo Dpcm. Troppi sono i rischi per la salute di volontari e utenti per un virus che ci è sempre più vicino che si aggiungono all’impossibilità, per decreto, di migranti residenti in altri comuni di raggiungere Brindisi. Ma nessuno è stato e sarà lasciato solo.

Lo sportello informativo dei migranti della Comunità africana presso la sede di ANPI Brindisi in questi mesi ha trattato e gestito problematiche tra le più disparate quali: il rinnovo dei permessi di soggiorno; la contrattualizzazione di lavoratori migranti con imprenditori disponibili a farlo; il sostegno e la compilazione di curricula per chi ricercava lavoro; la ricerca di case in affitto; i ricongiungimenti familiari; l’intervento in situazioni di disagio all’interno di alcuni Cas (centro di accoglienza stranieri); aiuto e consulenza su varie documentazione tra cui il mancato rilascio del Codice Fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, oltre che interventi e assistenza su situazioni di emergenza tra le più diverse.

“Lo Sportello Migranti ha registrato più di 150 accessi e un numero sicuramente superiore di richieste. Bisogni che altrimenti sarebbero rimasti inespressi da una parte e sconosciuti dall’altra. Uno degli elementi caratterizzanti dello Sportello, infatti, è la compresenza di volontari di diversa nazionalità e competenze, un mix che risulta accogliente e stimola una relazione con le persone che va al di là della richiesta e del tentativo di supporto.”

 



 

Questo 25 aprile

Più di ieri abbiamo bisogno di resistere, di giustizia sociale e di libertà.

Il 25 aprile è la  Festa della Liberazione, la festa nazionale di tutti. È il ricordo della Resistenza, dei caduti per la libertà e di tutti coloro che si sacrificarono

Il ricordo e i necessari festeggiamenti per l’importante  anniversario per i 75 anni trascorsi dalla riconquistata Libertà si devono confrontare con il difficile momento che l’Italia sta attraversando: l’emergenza del Coronavirus, che impone la necessità di ritrovare la solidarietà per la sofferenza dei malati, i morti. Solidarietà che deve andare ai medici e agli infermieri sono in prima linea nel combattere l’epidemia e salvare vite umane. Quelle donne e quegli uomini appartengono alla sanità pubblica a cui vengono sottratte risorse da anni. Attenzione solidale deve essere posta alla crisi sociale innescata dall’emergenza sanitaria che sta mostrando i suoi primi effetti con l’aumento delle povertà di molte persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se il 25 aprile è memoria di Liberazione, che va giustamente ricordata e onorata pur in questa fase di emergenza, rispettosi di tutte le misure di contenimento adottate, non possiamo che interrogarci sul futuro una volta rallentata la prima fase dell’epidemia. Nulla sarà automatico e scontato, bisognerà combattere le disuguaglianze e la povertà che si stanno già generando, bisognerà costruire condizioni di vita e di lavoro con un approccio nuovo e solidale perché nulla sarà più come prima  dopo il coronavirus.

Nello spirito del 25 aprile e della Liberazione di 75 anni fa, nella fase nuova che ci attende, bisogna affermare con forza che niente deve essere più come prima.Noi siamo per un’Italia  libera, uguale e solidale, contro ogni forma di odio, di fascismo e di razzismo. Questo per continuare il sogno di libertà per cui si sacrificarono, alcuni sino con la vita, tante donne e tanti uomini nel periodo fascista e nella Resistenza.

 

 

 

 

 

 

 

Il sindaco  di Brindisi Riccardo Rossi: “25 APRILE 2020 FESTA DELLA LIBERAZIONE -Non possiamo essere tutti insieme in strada per festeggiare questa giornata importante della nostra storia, da cui abbiamo ancora tanto da imparare. Ho sentito l’assenza di ognuno di voi ma anche il bisogno di esserci per la nostra comunità, insieme al presidente del consiglio comunale Giuseppe Cellie, a Tea Sisto e Donato Peccerillo in rappresentanza dell’ANPI e di Libera Brindisi contro le mafie. Abbiamo deposto una corona di fiori davanti alla lapide in memoria del nostro concittadino “operaio organizzatore partigiano” Antonio Vincenzo Gigante, e un mazzo di fiori per i finanzieri Antonio Sottile ed Alberto De Falco vittime del contrabbando.”

Questa sarà la forza dell’ANPI. Con questo animo, canteremo ancora una volta Bella Ciao, ovunque, anche a Brindisi e in tutta la provincia, sia per festeggiare una data guardando alla memoria dei nostri Partigiani e della Resistenza, sia per affrontare con forza, decisione e impegno un futuro di pace, di democrazia, di giustizia sociale, di libertà.


Anche a Brindisi le Sardine

breve cronologia da tenere a mente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

22 dicembre 2019

Era iniziato tutto il 22 dicembre 2019 a Francavilla Fontana dove un gruppo promotore delle Sardine aveva promosso la prima manifestazione in provincia di Brindisi. L’ANPI, la Comunità Africana, la Cgil e il Forum per cambiare l’ordine delle cose furono subito  con le sardine a Francavilla Fontana,  la manifestazione con una grande e attiva partecipazione di giovani che intervennero con molti interventi si chiude cantando Bella Ciao

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ANPI provinciale con le sue sezioni di Brindisi, Francavilla Fontana, Mesagne e Ostuni, sarà ancora una volta al fianco delle ragazze e dei ragazzi che, dopo Francavilla Fontana, si mobiliteranno anche a Brindisi (sabato 4 gennaio in piazza Santa Teresa, ore 17) contro il fascismo, contro il razzismo e contro le politiche dell’odio. L’ANPI accoglie così l’invio delle sardine brindisine che scenderanno in piazza, insieme ai cittadini e alle singole realtà che si riconoscono nei valori fondanti della nostra Costituzione. Ed è questa la vera discriminante, la Costituzione italiana, nata dalla lotta di Liberazione dal fascismo e dal nazismo, dal coraggio e dal sacrificio di tanti partigiani. In piazza indosseremo fazzoletti dell’Associazione. Nel vostro invito, ragazze e ragazzi, citate Antonio Gramsci: “Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.” Su questo l’ANPI è con voi. “E’ venuta da voi, dalla vostra forza e dal vostro impegno per il futuro, una grande ventata di speranza e di lotta democratica”, dice la presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo. “Assieme a voi, tutte le generazioni, giovani e meno giovani, si sono date la mano, per fare un passaggio di memoria e di impegno, che ha la sua radice nell’inclusione, nel dialogo, nella partecipazione, nel rifiuto dell’indifferenza”. In tutte le piazze continueremo a chiedere al governo di dare subito un segnale di antifascismo con l’abolizione dei decreti sicurezza di Salvini che tanti danni stanno producendo rendendo ancora più lontana la giustizia sociale. Ci vediamo il 4 gennaio in piazza.


4 gennaio

Generazioni diverse che condividono il valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo. Sardine a Brindisi. Non solo l’ANPI con le ragazze e i ragazzi per la piena applicazione della Costituzione e per cancellare i decreti sicurezza. Poco fa in piazza Sottile De Falco, sotto la lapide del partigiano brindisino Vincenzo Gigante. Partigiani ieri e partigiani oggi. La Resistenza continua.

 

 

 

 

 

 

 

Sardine comunicato del  5 gennaio

Nota delle sardine dopo la manifestazione di ieri pomeriggio a Brindisi.
In piazza Sottile-De Falco eravamo in oltre 500 tra studenti e lavoratori che accomunati dei valori democratici dell’antifascismo e della Costituzione hanno scelto di riversarsi in piazza. La nostra si è dimostrata una comunità resistente che non cede ai ricatti e all’odio della malapolitica e che nella discussione pubblica vuole riportare l’attenzione su quelli che sono i reali problemi del paese:l’emigrazione giovanile, la mancanza di prospettiva di lavoro e il fenomeno sempre più dilagante dell’abbandono scolastico che logora in particolar modo la nostra provincia.
Per questo oggi mettiamo le basi per il percorso con il quale costruiremo il nostro futuro.
#brindisinonsilega
#brindisinonabbocca


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ANPI, ARCI, CGIL e Legambiente alle Istituzioni europee: “Si avvii in Siria una forte e decisa azione diplomatica”

Il testo dell’appello lanciato a seguito della grave situazione creatasi al confine tra Turchia e Siria

Alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
All’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell
Al Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
Al Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio
Alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati
Al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico

Viviamo con angoscia queste ore nelle quali si sta minacciosamente aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta di molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili.
A seguito delle improvvide dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – che annunciavano il ritiro delle truppe americane dai quei territori, anche se oggi smentite – il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha dato avvio ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato Turco ha ormai da diversi decenni un rapporto più che conflittuale.
L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue.
La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetti di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori.
La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.
Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica perché:
• cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;
• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;
• si provveda all’invio di soccorsi per eventuali feriti;
• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;
• si chieda che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

ANPI ARCI CGIL LEGAMBIENTE


 

 

 

 

 

 

Fermiamo la guerra in Siria, fermiamo le guerre in Medio Oriente, costruiamo la pace!

30 Ottobre 2019

Un ampio documento unitario voluto da Anpi, Arci, Cgil, Legambiente, Rete della Pace, Udu e altre associazioni per fermare l’aggressione ai curdi

L’allontanamento dal territorio siriano da parte delle forze armate americane, l’annunciata aggressione turca nei confronti del popolo curdo residente nel territorio della Siria del nord est, il successivo intervento russo al fine di comporre il conflitto accettando nella sostanza le pretese territoriali della Turchia confermano l’abbandono della popolazione curda al suo destino e la cacciata dei residenti dalla cosiddetta fascia di sicurezza. Ma mettono in luce anche l’inerzia e l’incapacità di svolgere un efficace ruolo di mediazione sia da parte dell’Onu che da parte della Ue.

Il mondo, e l’Europa in particolare, che avrebbe dovuto sostenere con tutte le proprie risorse, l’esperienza di integrazione e di convivenza tra le comunità etniche e religiose in corso nel Nord/Est della Siria, riconoscendo il sacrificio e la resistenza del popolo siriano e della sua milizia curda Ypg (Unità di protezione popolare), di cui una importante componente costituita da donne combattenti che si sono distinte per coraggio ed abnegazione, pagando un altissimo prezzo di vite umane, e riuscendo a sconfiggere l’Isis, hanno invece tradito questa esperienza, rendendosi complici di una nuova violazione della sovranità siriana, della ripresa della guerra e provocando l’alto rischio di un ritorno dei miliziani dell’Isis alle loro attività belliche e terroristiche.

La guerra continua ad essere l’unico strumento di composizione dei conflitti in Medio Oriente, dove si intrecciano laceranti contraddizioni mai sopite: la questione nazionale dei curdi, la legittima aspirazione ad uno Stato e un territorio per i palestinesi, la salvaguardia dell’esistenza dello Stato d’Israele, la lotta per l’egemonia regionale che si avvantaggia della perenne rivalità fra sciiti e sunniti, il perdurare del conflitto in Yemen e la repressione violenta delle mobilitazioni popolari in Iraq e Libano che rischiano di degenerare e riaccendere nuovi focolari, la frammentazione della Libia, il contrasto fra regimi laici e regimi confessionali (tutte le petromonarchie sono a carattere teocratico), la questione economica per le ricchezze petrolifere in gran parte di quei territori, gli interessi economici e strategici delle grandi potenze, il ruolo devastante che ha avuto e può avere l’Isis in Medio Oriente oltre che in Europa, in un quadro aggravato dagli interventi militari trascorsi in Iraq, in Libia, ed oggi nella stessa Siria che hanno comportato conseguenze catastrofiche per la stabilità dell’intera regione.

Davanti a questo scenario così complesso e drammatico l’unica via d’uscita è l’applicazione del diritto internazionale, multilateralismo per l’azione di mediazione e di risoluzione nonviolenta dei conflitti armati, mettendo al bando la guerra e le armi nucleari.

Noi, uomini e donne, cittadini e cittadine europee, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, sentiamo il dovere di agire, di mobilitarci, di far sentire le nostre voci e le nostre ragioni a chi ci governa, a chi ha la responsabilità politica di fermare questa spirale di guerre e di violenze infinite.

Per questo rivolgiamo alle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, agli stati membri, questa piattaforma di pace per porre fine alla guerra in Siria e nella regione Medio Orientale, per costruire la sicurezza ed il futuro di ogni popolazione, per ogni uomo e per ogni donna, in libertà e nel rispetto dei diritti umani universali e della libertà.

Per queste ragioni, sostenendo l’appello delle donne curde a tutti i popoli che amano la libertà, chiediamo e ci impegniamo per:

La cessazione del fuoco senza condizioni e il ritiro immediato delle truppe turche e di ogni altro esercito e milizie straniere, dal territorio della Siria;
l’immediata sospensione di vendita di armi ed assistenza militare alla Turchia, come pure agli altri stati implicati in guerre nel Medio Oriente, da parte degli stati membri dell’Unione Europea e in particolare dell’Italia;
che sia garantita assistenza umanitaria e corridoi umanitari per la popolazione siriana vittima di questa nuova invasione, come pure il rispetto dei diritti umani per tutta la popolazione civile, senza discriminazione di etnia o religione;
il ritiro del contingente militare italiano dal confine tra Turchia e Siria;
una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite per istituire una missione di forze di interposizione con mandato ONU per la protezione della popolazione siriana e per ripristinare condizioni di ricostruzione democratica, di convivenza tra le diverse comunità;
la costituzione di una commissione internazionale sotto l’egida dell’ONU per verificare l’eventuale uso di armi chimiche contro la popolazione siriana della regione della Rojava, del Ghouta; operazioni ed azioni militari che possano costituire crimini di guerra e/o azioni di vera e propria pulizia etnica di cui si sono rese colpevoli le parti coinvolte nel conflitto in questi anni;
la costituzione di una commissione internazionale d’inchiesta sotto l’egida dell’ONU per scoprire esecutori e mandanti dell’assassinio di Hevrin Khalaf, segretaria generale del Future Syria Party, e dei suoi accompagnatori;
la sospensione di accordi commerciali e di associazione tra l’Unione Europea e la Turchia;
il non rinnovo dell’accordo tra UE e Turchia per la gestione dei rifugiati provenienti dalla Siria e da altri paesi in guerra;
l’attuazione, da parte dell’UE e degli stati membri di una politica di accoglienza e di integrazione di ogni uomo o donna in fuga da situazioni di rischio e minaccia alla propria vita e dei propri cari, siano condizioni di povertà, di repressione, di persecuzione, di disastri ambientali, di guerre, accompagnando queste politiche con programmi di cooperazione, di investimenti, con accordi commerciali e di associazione coerenti e diretti ad eliminare le cause che obbligano le persone a fuggire in cerca di rifugio e di condizioni di vita dignitose;
la ripresa di una profonda riflessione da parte del Parlamento Europeo sul ruolo dell’alleanza atlantica (NATO) e sulla necessità di avere una politica di difesa ed un esercito di difesa europeo;
il rilascio dei prigionieri politici e “verità e giustizia” per le vittime di sparizione forzata che in Siria;
togliere il PKK dalla lista delle organizzazioni terroriste;
riattivare il programma europeo per la riconversione industriale dell’apparato militare, a sistemi dual e civile; mantenendo l’apparato militare per scopi prevalentemente di difesa e non commerciali;
sostenere la società civile e democratica – quella siriana e delle altre popolazioni vittime di guerre e di regimi antidemocratici, quella turca che si oppone a Erdogan – con programmi di promozione dei diritti umani, in particolare per la libertà di espressione, di comunicazione, di associazione;
promuovere iniziative di dialogo tra le comunità e di costruzione della democrazia dal basso.
Questa piattaforma è promossa da associazioni, sindacati, organizzazioni studentesche, artisti, sportivi, intellettuali, politici, pensionati, cittadini e cittadine, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, che hanno a cuore i principi ed i valori su cui si fonda l’Unione Europea, che si riconoscono nella carta universale dei diritti umani, che si impegnano e vogliono costruire una società giusta, libera e democratica. Libera da guerre e dalle armi. Libera da dittatori e regimi repressivi.

Anpi, Arci, Cgil, Legambiente, Rete della Pace, Udu


 

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