10 ottobre ’21. Mai più fascismi. Il presidio davanti alla Cgil di Brindisi

Il presidio stamattina davanti alla Cgil di Brindisi con il segretario generale, Antonio Macchia, il sindaco, Riccardo Rossi, il presidente del Comitato provinciale ANPI Brindisi, Donato Peccerillo.

“Presidio davanti  tutte le sedi Cgil d’Italia. – l’ANPI di Brindisi c’è. Il  10 ottobre 2021 ci vediamo anche a Brindisi alle ore 10.-

Un inaudito assalto fascista alla democrazia. Questo sta accadendo a Roma. Nell’esprimere solidarietà alla CGIL, la cui sede nazionale è stata oggetto di aggressione e danni, ci appelliamo con forza al Ministro dell’Interno, al Governo affinché vengano immediatamente sciolte, senza se e senza ma, tutte le organizzazioni che si rifanno al fascismo che è, se ancora non fosse chiaro, un crimine! La Segreteria Nazionale “

 

 

 

Il 25 aprile del 2021 per un’Italia libera, uguale e solidale

Grazie agli antifascisti e i democratici.

È il secondo anno in cui l’anniversario della Liberazione si è celebrato nella grave emergenza della pandemia con conseguenti misure di sicurezza sanitaria.

Ma il 25 aprile è la Festa di tutti gli italiani e dell’Italia liberata dal fascismo e dal nazismo.

Nell’occasione, un particolare pensiero è stato dedicato a tutti i nostri combattenti per la libertà, a tutti i nostri partigiani che diedero vita alla Resistenza.

Un pensiero, riconoscente e particolare, l’ANPI l’ha rivolto alle decine di combattenti e resistenti figli della terra di Brindisi, nostri caduti in Italia e nei territori d’oltremare.

 

 

 

 

 

 

Il 25 aprile è stata l’occasione per ricordare, in questo tempo particolare, che nulla può essere uguale a prima.

 

Il 25 aprile del 2021 è l’occasione occasione per rilanciare l’idea per un’Italia libera, uguale e solidale, per affermare la necessità di mobilitare tutte le forze politiche e sociali per un grande piano per il lavoro.

Il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto alla salute con una efficiente sanità pubblica , il diritto ad una crescita del Mezzogiorno sono temi da cui partire. Le ingenti risorse europee devono essere destinate a queste priorità con senso di solidarietà ed uguaglianza.

Il 25 aprile del 2021 è stata l’occasione in cui ribadire l’avversione contro ogni forma di odio, di fascismo e di razzismo.

L’ANPI crede che, se nulla dovrà essere uguale a prima, c’è bisogno della partecipazione attiva delle persone, delle associazioni, delle reti sociali attive e delle formazioni politiche devono essere essenziali per la riscoperta di una nuova socialità, di una dimensione che coinvolga le donne e gli uomini a partire dallo loro condizione.

C’è bisogno di un nuove pratiche solidali che si oppongano all’egoismo personalistico, antisociale e senza prospettive.

Questa è la forza dell’ANPI. Con questo animo ancora una volta l’Associazione si è mobilitata ovunque, sia a Brindisi che in tutta la provincia.

Un particolare ringraziamento è dedicato ai presidenti delle sezioni e agli attivisti dei gruppi ANPI diffusi, alle iscritte e agli iscritti, a tutti i democratici e agli antifascisti, per l’incredibile impegno profuso nella giornata del 25.

 

 

 

 

 

L’ANPI porta fiori nelle Strade di Liberazione e alle Piazze

BRINDISI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FRANCAVILLA FONTANA

 

 

OSTUNI

 

 

 

 

 

MESAGNE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CEGLIE


FASANO


TORRE S.S.


 


Il 26 gennaio 2021  a Trieste è stata posata  la Pietra d’Inciampo in via Pacinotti  n°5 per ricordare  l’antifascista e partigiano brindisino Vincenzo Gigante, ucciso nella Risiera di Trieste. L’individuazione dell’ultimo domicilio a Trieste è merito della presidente dell’ANED di Trieste, la professoressa e storica Dunja Nanut che, con i suoi studi presso l’Archivio di Stato triestino, ha colmato questo vuoto sulla tragica vicenda di Vincenzo Gigante che, sulla base delle ricerche della studiosa, dopo essere stato fermato, fu tenuto per  un  mese in prigione al Coroneo (il nome del carcere della città).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come è noto le Pietre d’Inciampo, ideate dall’artista  Gunter Demnig, sono un mosaico per la Memoria, Un progetto monumentale europeo per tenere viva la Memoria di tutti i deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non hanno fatto ritorno alle loro case. In Europa ne sono state installate già oltre 70.000. In Italia le prime pietre d’inciampo furono posate a Roma nel 2010.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Vincenzo Gigante note biografiche

Antonio Vincenzo Gigante nacque a Brindisi il 5 febbraio del 1901 in via Seminario s. n. da Concetta Gigante e da padre ignoto. Da giovane iniziò a lavorare come operaio edile, aderì nel 1919 al circolo giovanile socialista di Brindisi. Nel 1920 fu fermato per la prima volta per aver partecipato ad una manifestazione di protesta contro la guerra. Aderì nel ’21 al PCd’I e nello stesso anno si trasferì a Roma con la madre e i due fratelli, Ettore e Italo, dove lavorò come operaio nell’edilizia, diventando un importante dirigente sindacale della categoria. Si distinse per l’organizzazione di agitazioni e scioperi. Quello più importante e riuscito fu del I° maggio del 1923. Subì un’aggressione fascista il 28 ottobre del 1924. Dopo il delitto Matteotti e le seguenti leggi speciali con le quali Mussolini soffocò la vita democratica dell’Italia, ricercato dagli squadristi, fu costretto a lasciare l’Italia. Trovò riparo prima in Svizzera e poi in Russia dove dal ’25 al ’26 frequentò la scuola di formazione del Comintern. Al ritorno, in Svizzera entrò in contatto con il centro estero del PCd’I che lo incaricò di occuparsi della Confederazione Generale del Lavoro e della gestione dei militanti fuoriusciti. Tra 1927 e 1929 la sua presenza fu segnalata in Svizzera, Belgio, Germania e Lussemburgo. Fu arrestato e trattenuto per un breve periodo con Palmiro Togliatti e Pietro Secchia a Basilea nel gennaio del 1929. In Italia Gigante fu costantemente ricercato dalla polizia fascista, il 28 febbraio del 1930, venne emesso il mandato di cattura dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato con l’imputazione di aver partecipato alla ricostituzione del Partito comunista italiano. Gigante all’epoca era componente del comitato centrale del PCd’I come responsabile dell’ufficio “tecnico” che aveva il compito di risolvere i vari aspetti logistici della clandestinità come la ricerca di sedi sicure.

In Svizzera, il 23 aprile del 1931 sposò a Lugano Wanda Fonti, pittrice, di famiglia e di tradizioni antifasciste, con la quale condivise un breve periodo di vita, tra la Svizzera, Bruxelles e Lussemburgo. Dal matrimonio nacque l’unica figlia, Miuccia, a Lugano il 21 settembre 1932.

Nel 1931, al IV congresso del PCd’I di Colonia, Gigante non condivise la decisione, ispirata dal Comintern, con cui il Partito Comunista italiano avrebbe dovuto essere pronto alla “svolta” per preparare un’insurrezione imposta da un presunto e imminente crollo del regime fascista. Il dissenso gli costò per un periodo l’allontanamento dalla direzione del partito e del sindacato.

Il 6 ottobre del 1933, mentre rientrava in Italia per la riorganizzazione del partito, venne arrestato a Milano dall’OVRA. Trasferito a Roma nel luglio successivo, imputato di ricostituzione del disciolto partito comunista, fu processato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a venti anni di reclusione.

Ne scontò i primi nove nel carcere di sicurezza di Civitavecchia dove fece la conoscenza di Umberto Terracini tra gli altri antifascisti.

Con l’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, le condizioni dei detenuti politici peggiorarono. Nel 1942 Gigante, ritenuto ancora politicamente pericoloso e compreso nell’elenco dei sovversivi più temibili, fu internato nella colonia insulare di Ustica, in provincia di Palermo.

Dopo Io sbarco degli alleati in Sicilia nel 1943 i detenuti politici di Ustica furono trasferiti nel campo di Renicci Anghiari in provincia di Arezzo, uno dei più duri per le condizioni igieniche e sanitarie. Poco dopo l’8 settembre, nel campo di Renicci i detenuti si rivoltarono ed organizzarono l’evasione, Gigante, a capo di un gruppo d’insorti tentò dapprima di dirigersi verso il sud liberato, una volta verificata l‘impossibilità a raggiungere le meta, si diresse verso la Dalmazia assieme a prigionieri slavi con lui liberatisi. Il territorio era sotto il diretto controllo nazista, ma forte era da tempo anche il movimento partigiano slavo. Giunto in quei luoghi, a capo di formazioni partigiane italiane gestì la complicata unità d’azione con i partigiani slavi, per l’obbiettivo principale della lotta contro il fascismo e il nazismo. Per conto della direzione del PCd’I, riceva l’indicazione di occuparsi prima dell’Istria e in seguito, dopo l’arresto di un altro dirigente, della federazione di Trieste.

Il 15 novembre del 1944 venne arrestato dalla Gestapo, in seguito a una delazione, e tradotto in carcere. Trasferito nella Risiera di San Sabba di Trieste, l’unico vero campo di sterminio con forno crematorio creato dai nazisti in Italia, fu crudelmente torturato senza mai denunciare i suoi compagni sino ad essere ucciso. A tutt’oggi non si sa con precisione la data della sua morte presumibilmente avvenuta tra novembre del ’44 e il febbraio del 1945.

 

La sezione ANPI “Vincenzo Antonio Gigante” di Brindisi

 

Riferimenti bibliografici:

 

U.Terracini. Vincenzo Gigante, un eroico figlio del popolo. Discorso commemorativo tenuto dal sen. Umberto     Terracini in Brindisi il 7 dicembre 1952, Roma.

 

E. Collotti ,Antonio Vincenzo Gigante , in F. Andreucci, T. Detti (a cura di), Il Movimento Operaio Italiano. Dizionario Biografico, vol.II, Roma , 1976, pp.490-491)

 

C. Pasimeni. Antonio Vincenzo Gigante, in «Aleph», n.2, dicembre 1984

 

V.B. Stamerra-A.Maglio-P. Miano, Vincenzo Gigante dello Ugo. un eroe brindisino, Oria (Brindisi). 2006

 

C. Pasimeni. Lotta al fascismo all’ombra di Stalin. La militanza di Vincenzo Antonio Gigante, Lecce. 2009

 

AS BR-ANPI Brindisi. Antonio Vincenzo Gigante nelle carte dell’Archivio di Stato di Brindisi. Brindisi 2013.

 

 

 

Dieci anni sono passati dalla ricostituzione dell’ANPI di Brindisi

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Sono passati dieci anni dalla ricostituzione dell’ANPI in terra di Brindisi. Il tempo non è scorso invano, l’associazione è cresciuta e si è diffusa nel territorio (oltre a Brindisi, Francavilla Fontana, Ostuni, Mesagne, Ceglie Messapica, Torre Santa Susanna, Fasano). Il recupero della locale memoria democratica, popolare ed antifascista, il trasferimento della stessa alle generazioni nuove, la lotta al fascismo e alle sue nuove forme, la lotta contro il  razzismo, contro tutte le disuguaglianze e per la solidarietà, l’impegno contro le mafie, sono i terreni su cui l’ANPI di Brindisi è cresciuta. Il 10 giugno del 2010 fu indetta la prima riunione pubblicizzata con il primo comunicato firmato dal Comitato provinciale dell’ANPI di Brindisi. Per convenzione con quella data e con quell’atto si  scelto di far risalire la ricostituzione dell’Associazione.

 

 

In questo momento voglio ricordare alcune persone che sono state vicine alla iniziale nostra opera di ricostituzione: Ada Donno e Maurizio Nocera dell’ANPI di Lecce che hanno accompagnato i primissimi passi a partire dall’aprile di quell’anno. Un particolare pensiero e questa memoria del decennale la dedichiamo al compianto Luciano Guerzoni, Vice Presidente nazionale Vicario dell’Associazione, un grande dirigente nazionale, un autentico democratico, un appassionato e prezioso organizzatore. Grazie al suo impegno e la sua attenzione  per quella che era allora la nuova stagione dell’ANPI, la nostra Associazione è oggi presente e operativa nel territorio di Brindisi, cosa che Guerzoni, da quel dirigente di razza che era, promosse in tutte le province d’Italia e segnatamente al Sud.

Donato Peccerillo – Presidente del Comitato provinciale ANPI Brindisi

 

 

Una breve storia dell’ANPI di Brindisi.

Si hanno notizie della costituzione dell’Associazione a Brindisi  dall’estate del ’45,  tra giugno e luglio di quell’anno nasce l’ANPI.

Da un articolo della stampa locale (l’Avvenire del popolo), apparso il 21 luglio del 1945 si legge:

Anche nella nostra provincia , ad iniziativa di un gruppo considerevole di partigiani, si e’ costituita la Sezione Provinciale dell’Associazione PARTIGIANI diretta dal Capitano Vallarino Ubaldo che svolse nell’Italia del Nord , particolarmente nel Parmense, proficua attività nel Com.do Unico Operate della Prov. di Parma ed in altri reparti operanti.

L’Associazione , che si propone di contribuire attivamente alla ricostruzione  della nostra Provincia, ha inviato, dopo un vibrante Ordine del giorno, quali suoi delegati al Comitato di Liberazione Provinciale , il sig. Vallarino ed il Partigiano Santoro.

la Sezione provvisoriamente ha sede presso l’Associazione Nazionale Combattenti in Piazza Cairoli.

 

La Segreteria Provinciale del’ANPI di Parma su Vallarino Ubaldo conferma e scrive:

Vallarino Ubaldo, nome di battaglia: “Barbetta-Mario”,  nato a La Spezia Partigiano nella formazione Comando unico Parma dal15. 5. 1944 al 25. 4. 1945.

Già prima, in data 13 giugno del ’45, in una nota della R. Prefettura di  Brindisi (fonte AS Br),  avente per oggetto l’assistenza al reduce era previsto un ruolo dell’Associazione, la nota riportava quanto segue:

È ben noto alle SS. II. che tra i molteplici e complessi problemi dell’opera di ricostruzione del Paese occupa un posto preminente quello dell’assistenza al Reduce,

Al riguardo È stato fissato dal Governo un vasto programma di finanziamento e di provvedimenti a carattere sociale ed è stato istituito l’Alto Commissariato per i Reduci avente sede presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E’certamente  prevedibile che una massa ingente di reduci della prigionia e dalla guerra farà rientro nel Paese per cui si rende necessario sin da ora studiare e coordinare le varie iniziative pubbliche e private in piena collaborazione, sia al centro che alla periferia, al fine di provvedere all’assistenza morale e materiale al Reduce.

Rivolgo pertanto alle SS. II. vivo appello perché diano ogni loro proficua
e diligente attività in  quest’opera ci alta solidarietà  nazionale promuovendo
e coordinando ogni attività dei vari organi, ed associazioni esistenti nella loro giurisdizione.

Anche in  questa provincia è in corso di costituzione il Comitato Provinciale per l’assistenza al Reduce da me presieduto e composto dai rappresentanti dell’Autorità Militare, dell’Associazione Nazionale Combattenti, della Associazione nazionale mutilati, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia,
dell’Unione Donne Italiane, del Centro Italiano Femminile, .dell’Opera Nazionale
Combattenti e dell’Opera Nazionale Invalidi di guerra.

La sede di detto Comitato rimane fissata presso l’Associazione Nazionale dei Combattenti. Al Comitato così costituito è affidato il compito,in armonia
colle direttive dell’Autorità Centrale, di portare ogni conforto morale al Reduce e di prepararne 1′immissione nella vita del Paese spronando all’opera tutte l’energie cittadine.

Prego dare un cenno di assicurazione e di intesa.


 

 

 

 

Da un altro articolo di stampa del  17 novembre del 1946  dal titolo Partigiani contro la delinquenza (l’Avvenire del popolo),si evince una particolare attività affidata all’Associazione, infatti  si legge:

E’ stata affidata  alla Associazione  la gestione della squadra di vigilanza notturna, composta in gran parte di reduci dalla guerra di liberazione.

Come e’  a tutti noto , non si tratta della normale sorveglianza come poteva avvenire in altra epoca , ma di vera e propria lotta  contro la delinquenza, lotta che a volte ha luogo con uso di armi da fuoco, come e’avvenuto anche di recente.

Dal 1. Ottobre, data d’inizio del nuovo compito affidato ai Partigiani Brindisini, la squadra ha operato  a 52 arresti, fra i quali molti contro persone armate anche di armi automatiche.

 

Da ricerche in Archivio di Stato di Brindisi, nel fondo UPAPB dell’Archivio di Stato di Brindisi si apprende che il Segretario provinciale ANPI  di Brindisi nel 1946 è Balani Libero fu Goffredo e di Argentina Bassich ato a. Bologna il 28,8,1904 comm. Lazio riconosciuto part. combattente il 6,9,48. dal 8,9,43 al 4,6,44 nella formazione Banda Colleoni.

 

Inoltre, sempre da fonti del A.S. Br. Si apprende  che sino al all’8 giugno ’52 è commissario straordinario dell’ANPI di Brindisi  Enzo Sozzo da Lecce.

Enzo Sozzo (1917-1993), per oltre quarant’anni è stato l’anima e cuore dell’ANPI di Lecce. Presidente Anpi Lecce e componente del Comitato nazionale Anpi, combatté  in Liguria con le SAP (Squadre d’Azione Patriottica) della zona, per  18 mesi. Quando finalmente arrivò la Liberazione, tornato a casa non sapeva ancora che Andrea, il fratello più grande, anche lui partigiano in Jugoslavia, era  stato ucciso dai tedeschi in uno scontro a Lepetane, presso le Bocche di Cattaro: Andrea  sarà insignito della Medaglia d’Argento al V.M.

Infine, Antonio Somma (10 novembre 1923 – 2 ottobre 2005) l’8 giugno 1952 diventa  presidente provinciale dell’ANPI di Brindisi.

Antonio Somma nato a Mercato San Severino (SA) ma residente a Francavilla Fontana a partire dal 1946. Partigiano nella brigata Garibaldi dal 23 ottobre del 1944  in Val Cerro con il nome di battaglia scugnizzo . In un rastrellamento, durante il rigido inverno del ’44-45 fu catturato dai fascisti e poi deportato  a Mauthausen da cui andò via con altri fidati compagni  il 30 aprile del 1945 dopo una marcia di cinque giorni giunse a Rovereto. Nel 1989 eletto componente del Consiglio nazionale dell’Anpi e presidente regionale Puglia

di Donato Peccerillo

 

Questo 25 aprile

Più di ieri abbiamo bisogno di resistere, di giustizia sociale e di libertà.

Il 25 aprile è la  Festa della Liberazione, la festa nazionale di tutti. È il ricordo della Resistenza, dei caduti per la libertà e di tutti coloro che si sacrificarono

Il ricordo e i necessari festeggiamenti per l’importante  anniversario per i 75 anni trascorsi dalla riconquistata Libertà si devono confrontare con il difficile momento che l’Italia sta attraversando: l’emergenza del Coronavirus, che impone la necessità di ritrovare la solidarietà per la sofferenza dei malati, i morti. Solidarietà che deve andare ai medici e agli infermieri sono in prima linea nel combattere l’epidemia e salvare vite umane. Quelle donne e quegli uomini appartengono alla sanità pubblica a cui vengono sottratte risorse da anni. Attenzione solidale deve essere posta alla crisi sociale innescata dall’emergenza sanitaria che sta mostrando i suoi primi effetti con l’aumento delle povertà di molte persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se il 25 aprile è memoria di Liberazione, che va giustamente ricordata e onorata pur in questa fase di emergenza, rispettosi di tutte le misure di contenimento adottate, non possiamo che interrogarci sul futuro una volta rallentata la prima fase dell’epidemia. Nulla sarà automatico e scontato, bisognerà combattere le disuguaglianze e la povertà che si stanno già generando, bisognerà costruire condizioni di vita e di lavoro con un approccio nuovo e solidale perché nulla sarà più come prima  dopo il coronavirus.

Nello spirito del 25 aprile e della Liberazione di 75 anni fa, nella fase nuova che ci attende, bisogna affermare con forza che niente deve essere più come prima.Noi siamo per un’Italia  libera, uguale e solidale, contro ogni forma di odio, di fascismo e di razzismo. Questo per continuare il sogno di libertà per cui si sacrificarono, alcuni sino con la vita, tante donne e tanti uomini nel periodo fascista e nella Resistenza.

 

 

 

 

 

 

 

Il sindaco  di Brindisi Riccardo Rossi: “25 APRILE 2020 FESTA DELLA LIBERAZIONE -Non possiamo essere tutti insieme in strada per festeggiare questa giornata importante della nostra storia, da cui abbiamo ancora tanto da imparare. Ho sentito l’assenza di ognuno di voi ma anche il bisogno di esserci per la nostra comunità, insieme al presidente del consiglio comunale Giuseppe Cellie, a Tea Sisto e Donato Peccerillo in rappresentanza dell’ANPI e di Libera Brindisi contro le mafie. Abbiamo deposto una corona di fiori davanti alla lapide in memoria del nostro concittadino “operaio organizzatore partigiano” Antonio Vincenzo Gigante, e un mazzo di fiori per i finanzieri Antonio Sottile ed Alberto De Falco vittime del contrabbando.”

Questa sarà la forza dell’ANPI. Con questo animo, canteremo ancora una volta Bella Ciao, ovunque, anche a Brindisi e in tutta la provincia, sia per festeggiare una data guardando alla memoria dei nostri Partigiani e della Resistenza, sia per affrontare con forza, decisione e impegno un futuro di pace, di democrazia, di giustizia sociale, di libertà.


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