Battista, Vincenzo antifascista


[Da S. Del Vecchio]

Doppio fascicolo A e B  nel Casellario Politico Centrale

A

Di Vito e di D’Amico Cosima, nato a Brindisi il 7 luglio 1912, residente a Brindisi, celibe, classi elementari, barbiere, comunista.

Arrestato  il 5 maggio 1931 per attività sovversiva.

Assegnato al confino per anni tre dalla CP di Brindisi  con ordinanza del 2 giugno 1931. la C di A con ordinanza del 7 aprile 1932 ridusse a due anni.

Sede di confino: Ponza. Liberato il 13 novembre 1932 nella ricorrenza del decennale.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi sei, giorni 9.

Nel luglio del 1926 si iscrisse alla locale sezione giovanile comunista e cooperò a procurare proseliti. Il 26 ottobre dello stesso anno fu arrestato insieme agli altri componenti la sezione e denunziato al Tribunale speciale per cospirazione contro i poteri dello Stato. Con sentenza del 16 settembre 1927 venne condannato a tre anni di detenzione per partecipazione all’organizzazione di unaa  sezione clandestina formatasi per iniziativa dei comunisti Domenico Conchiglia e Teodoro Ostuni con relativa costituzione di cellule. Furono denunziati anche Umberto Chionna, Pietro Lupo e Giuseppe Trastevere, i primi due successivamente confinati assieme al Battista.

Il 14 novembre 1929, espiata la pena, tornò a Brindisi dove continuò a far parte del partito comunista, divenendo anche uno dei membri del comitato esistente a Brindisi.

Durante il periodo di confino fu condannato a sei mesi di reclusione per contravvenzione agli obblighi.

Per i nomi dei confinati, ammoniti e diffidati assieme al Battista e per lo stesso motivo vedi biografia di Pietro Lupo, I° fascicolo.

(b. 76, fasc. I, cc. 86, 1931-1933)

B

Di Vito e di D’Amico Cosima, nato a Brindisi il 7 luglio 1912, residente a Brindisi, coniugato con un figlio, classi elementari, barbiere, comunista.

Arrestato il 19 agosto 1937 per avere continuato a svolgere attività e propaganda sovversiva volta alla ricostruzione del partito comunista nella propria provincia e in quella di Taranto.

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. Dell’8 novembre 1937. la C di A con ord. Del 20 giugno 1938 ridusse a tre anni.

Sedi di confino: Tremiti, Carunchio. Liberato il 18 agosto 1940 per fine periodo.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni tre.

Dopo la guerra d’Etiopia nella provincia di Brindisi si era notato un certo risveglio degli elementi sovversivi e pertanto si giunse ad una operazione di polizia che portò alla scoperta di un vasto movimento comunista e al conseguente arresto dei responsabili.

Il movimento faceva capo a Francesco Ricci, fuoriuscito a Parigi dal dicembre 1936 ed a contatto con gli organi centrali del partito comunista italiano. Egli aveva fatto pervenire ad esponenti  del movimento di Ceglie precise istruzioni allo scopo di dare impulso  all’organizzazione del partito  a Taranto, a Brindisi e in altri centri della provincia.

L’operazione, iniziata la sera del 19 agosto 1937 mediante sequestro di materiale di propaganda , continuò nella notte  stessa e in quella successiva con il fermo dei maggiori esponenti in Ceglie e Brindisi e di vari sovversivi dei comuni di Francavilla, Latiano, Mesagne, Oria, Ostuni, dove risultò che negli ultimi anni  si erano sviluppati movimenti consimili e dove erano pervenute  talvolta istruzioni e stampe del partito da parte dei compagni di Ceglie. Qui fu sequestrato il materiale di propaganda, non ancora diffuso , sempre proveniente dall’estero.

Il Battista, tornato dal confino, verso la fine del 1934 progettò di dare vita ad una nuova organizzazione che concretò nel marzo  1935, costituendo un comitato direttivo con Umberto Chionna e Giuseppe Trastevere per svolgere propaganda comunista e formare delle cellule.

Inoltre nell’agosto dello stesso anno, durante una riunione di comunisti  a Latiano, prese la parola assicurando che nella provincia di Brindisi esisteva  una forte organizzazione  che avrebbe provveduto all’invio  di materiale  di propaganda , cosa che ripetè dopo un paio di mesi anche a Francavilla Fontana. Nella stessa epoca ricevette uno stampato  giunto da Milano per posta al comunista Cosimo Mauro, che lo passò  poi al Chionna e all’Ostuni.

Per i nomi dei confinati assieme al Battista e degli ammoniti per lo stesso motivo vedi biografia di Alessandro Magno.

(b. 76, fasc. II, cc. 142, 1937-1840, 1957).

[ Massara 1991]

Fonti:
  • [Massara 1991] Katia Massara, "Il popolo al confino - la persecuzione fascista in Puglia", Archivio centrale dello Stato Ministero per i Beni culturali e Ambientali Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991;
  • [Confinati politici] dallo spoglio sistematico della serie archivistica Confinati politici - fascicoli personali conservata nell’Archivio centrale dello Stato. (Legenda: C P  sta per Commissione Provinciale; C A sta per Commissione di Appello;  le lettere ed i numeri tra parentesi, che sono alla fine di ogni scheda, sono la posizione della stessa nel Casellario Politico Centrale)
  • Silvia Del Vecchio: “La nascita della CGIL unitaria nel brindisino dopo il ’43: la memoria del territorio e il movimento bracciantile nella clandestinità”, Mottola (TA), editore Grafiche Pugliesi, anno 2006.
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