Carraffa, Teodoro Cosimo

antifascista conf.

Doppio fascicolo  A e B nel Casellario Politico Centrale

A

Di Vincenzo e di Ippolito Raffaella, nato a Novoli (LE) il 18 marzo 1903, residente a Brindisi, celibe, semianalfabeta, calzolaio, comunista.

Arrestato l’11 maggio 1935 per avere affermato che attualmente erano protetti solo coloro che solevano gridare “Alalà”, che si stava meglio in Russia dove non si pagavano tasse mentre nell’Italia fascista si lavora solo per pagarle e che si sarebbe vendicato di coloro che lo avevano bastonato.

Assegnato al confino per anni tre dalla CP di Brindisi con ord. Del 31 maggio 1935. La C di A con ord. Del 4 dicembre 1935 respinse il ricorso.

Sede di confino Ventotene. Liberato il 23 giugno 1936 per commutazione in ammonizione per motivi di salute.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi uno, giorni 13.

Già iscritto al circolo giovanile socialista di Brindisi ad appena 17 anni,  nel primo dopoguerra prese parte a varie manifestazioni antinazionali.

Nel giugno 1920 fu arrestato e denunciato con altri all’autorità giudiziaria perché aveva cercato di impedire  violentemente ad un reparto di arditi di imbarcarsi per l’Albania.

Diffidato il 14 aprile 1927, persistette nelle sue idee per cui il 2 giugno 1931 fu ammonito, venendo poi prosciolto dai vincoli nel 1932 in occasione del decennale.

In colonia soffrì di sifilide secondaria che gli procurò notevoli disturbi nonostante le cure praticategli.

(b. 209, fasc. I, cc. 105, anni 1935-1936).

B

Di Vincenzo e di Ippolito Raffaella, nato a Novoli (LE) il 18 marzo 1903, residente a Brindisi, celibe, semianalfabeta, calzolaio, comunista.

Arrestato il 30 giugno 1937 per attività sovversiva essendosi reso promotore di una colletta per i soccorso rosso, per aver disegnato l’emblema della falce e martello in una latrina di Piazza Vittoria e per avere pronunziato frasi offensive nei riguardi del regime durante lo sbarco di operai italiani reduci dall’AOI[1].

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. Del 9 luglio 1937.

Sedi di confino: Ponza, Ventotene, Tremiti, Guardialfiera, Larino, Forlì del Sannio, Isernia. Liberato il 30ottobre 1942 per fine periodo.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni cinque, mesi quattro, giorni 1.

Tornato dal primo confino, continuò ad ostentare sempre maggiore spavalderia  nei riguardi dell’autorità cercando di insinuarsi anche nell’ambiente operaio con evidenti scopi propagandistici, generando incidenti  e provocando rappresaglie da parte dei fascisti locali.

Durante il periodo di confino subì condanne ed interruzioni per complessivi quattro mesi e 1 giorno.

(b. 209 , fasc. II, cc. 101, 1937-1942).

[ Massara 1991]

[1] Africa Orientale Italiana


Fonti:

[Confinati politici] Archivio centrale dello Stato, Confinati politici
[Massara 1991] Il popolo al confino - La persecuzione fascista in Puglia