Gargaro, Costantino socialista condannato innocente

Costantino Gargaro di Saverio e di Rodia Addolorata, nacque a Francavilla Fontana il 14 luglio 1896 e morì nel carcere dell’Asinara il 15 febbraio 1935. Costantino, contadino-operaio e fervente socialista, fu accusato dell’omicidio del giovane avanguardista Elio Galiano avvenuto il 16 agosto 1925. Il fascismo aveva bisogno di eroi e Francavilla fece di tutto per esaltare Elio Galiano come martire dei sovversivi. Costantino Gargaro, dopo quattro anni di duro carcere fu condannato a 18 anni di reclusione per un reato mai commesso. Il 24 giugno 1932 venne deportato nel durissimo stabilimento penale dell’Asinara, un’isola fuori dal mondo. Il trasferimento all’Asinara fu la sua condanna a morte. Gargaro non tornò mai più da vivo. I resti mortali non sono ritornati a casa né durante la dittatura fascista né successivamente con la democrazia. La Commissione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il riconoscimento delle provvidenze a favore dei perseguitati politici antifascisti, nella seduta del 19 ottobre 1960 sancisce l’innocenza di Costantino Gargaro e riconosce alla vedova Maria Fontana Principale il diritto all’assegno vitalizio di benemerenza. La condanna dell’innocente socialista Gargaro e la tragica fine sono una pagina vergognosa della storia cittadina francavillese.

 

 

Alessandro Rodia

 

 

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