Dentice di Frasso, Piero

conte partigiano

Il Conte partigiano

Il Conte Piero (anche Pietro) Dentice, ultimo di cinque figli [Ernesto, Massimiliano, Sofia, Gerardo e Piero], nasce il 4 Febbraio 1902 a Vienna e viene battezzato nellla Cattedrale di Santo Stefano. Il padre Luigi Dentice di Frasso è l’8° Principe di S.Vito e Crucoli e la madre è la nobildonna austriaca Contessa di Thurn Valsassina.[..]

Allo scoppio dei Secondo Conflitto Mondiale viene esonerato dall’essere richiamato in servizio: gode di tale beneficio in quanto è Capo di Azienda Agricola. Sui suoi documenti, infatti, è riportato che la sua professione è “Agricoltore” (sic). Egli, infatti, è il proprietario della già citata tenuta agricola.

Tuttavia nell’immediatezza dell’8 settembre, giorno dell’Armistizio, essendo residente in un appartamento preso in affitto a Roma, non si esime dal rendersi disponibile, tra i primi, adentrare a far parte, fin dal giorno della sua costituzione (1 ° novembre 1943), del Fronte Clandestino di Resistenza della Regia Aeronautica in seguito incorporato nel Fronte Militare Clandestino diretto dal Col. Cordero di Montezemolo.

Posta sotto il comando del Gen. Umberto Cappa (già Comandante della R.A. dell’Egeo), questa formazione clandestina era formata da appartenenti alla Regia Aeronautica, incluso il Battaglione Paracadutisti arditi distruttori, ormai sbandati e impreparati ad affrontare in maniera efficace gli avvenimenti che si sarebbero verificati e che erano ancora del tutto imprevedibili.

Questa organizzazione aveva il compito di attuare varie forme di resistenza, sia armata per la salvaguardia di aeroporti o infrastrutture aeronautiche anche con azioni di sabotaggio, sia silenziosa con azioni di propaganda, di informazione e controinformazione.

Inquadrato in una delle undici bande di cui era strutturato il Fronte aeronautico, la Banda”Cattapani” chiamata anche Banda “Longo” dal nome del suo Comandante Gen. D.A. Ulisse Longo (già Comandante della Scuola Navigazione Alto Mare di Orbetello e partecipante alla Crociera Aerea Italia-Brasile del 1930-1931, Comandante della R.A. dell’Egeo dal 1940 al 1943), con la qualifica di “Attivo” svolge un importante compito alle dirette dipendenze del Comando Fronte Clandestino R.A.; con grande efficacia e con notevoli rischi, svolge il compito di informatore militare procurandosi notizie di carattere militare a danno delle S.S. germaniche e repubblicane spesso direttamente negli stessi ambienti dei Comandi nemici.

Svolge anche particolari e pericolose missioni di contro-spionaggio contrastando con validità azioni nemiche analoghe.

L’attività di Piero Dentice, svolta con un comportamento esemplare ed estremamente proficua per i risultati di alto valore ottenuti, al termine della guerra gli è meritevolmente riconosciuta dai vertici del Fronte Clandestino.

Il Comandante la Banda lo propone al Comandante del F.C. della R.A. Gen. D.A. Umberto Cappa, affinché gli sia concessa la Croce di Guerra al Valor Militare “sul campo”. Nel rapporto

che egli invia si legge che:

“Il Ten. di Cavalleria di Compl. Piero Dentice di Frasso di Luigi, pur non essendo in servizio alla data dell’’8 settembre entrava tra i primi a far parte del Fronte Clandestino distinguendosi per coraggio, entusiasmo ed attività. Arrestato l’Aiutante Maggiore della Banda cui faceva parte, si offriva volontario a sostituirlo ed in tale incarico porto a termine di pericolose missioni di vario genere, dalle quali non desisteva nemmeno, quando sospettato unitamente alla madre, dama di corte di S.M. la Regina, di attività antitedesca veniva fatto oggetto a sorveglianza da parte delle S.S. riuscendo a sfuggire

all’arresto con abilità, calma e coraggio. Bell’ esempio di profondo amor Patrio e di sereno sprezzo del pericolo. Lo propongo pertanto per la concessione della Croce di Guerra al Valor Militare “sul campo” con la seguente motivazione:

“Durante l’occupazione nemica in Roma spinto da elevati sentimenti di attaccamento alla Causa Nazionale operava attivamente e coraggiosamente nel Fronte della Resistenza della

Regia Aeronautica prodigandosi nei condurre a termine pericolose missioni operative. Ricercato dai nemico continuava imperterrito la sua valorosa attività fino all’arrivo delle Truppe Liberatrici”.

Settembre 1943 – Giugno 1944 –

 

Dal Campidoglio, 5 Giugno 1944″

Il Gen. DA

 

Comandante la Banda

Ulisse Longo

Ovviamente tale decorazione gli fu meritatamente concessa in segno di gratitudine.

Nel 1947 la Commissione Regionale del Lazio, dipendente dalla Presidenza del Consiglio, gli riconosce la qualifica di “Partigiano Combattente” con tutte le conseguenze morali ed economiche stabilite dalla Legge 518 del 21 agosto 1945.

Dopo la fine del conflitto si trasferisce con la famiglia nel Castello di S. Vito alloggiandovi in alcune delle numerose stanze dietro pagamento di un canone di affitto al fratello Gerardo.

Dopo alcuni anni, per meglio amministrare i suoi beni, fa costruire un grande appartamento a lato del castello di Serranova e vi si trasferisce con la famiglia.

Piero Dentice è venuto a mancare proprio nel giorno del suo onomastico, il 29 giugno del 1974.1 solenni funerali sono stati celebrati a Roma e la salma tumulata nella tomba di famiglia

Dentice nel Cimitero di Poggioreale di Napoli.

Il Conte Piero Dentice, il 28 giugno 1922, era stato nominato Cavaliere di Giustizia del S.M. Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta, ed investito anche del titolo di Cavaliere di Onore e Devozione.

 

[Di Nuccio Carriero articolo apparso sul bimestrale l’Arcobaleno n° 6 dicembre2013/ gennaio 2014]