Incalza, Giuseppe antifascista conf.

Doppio fascicolo A e B nel Casellario Politico Centrale

A

di Francesco e di Pasciullo Maddalena, n. a Francavilla Fontana (BR) il 30 settembre 1899, res. a Francavilla Fontana, coniugato con tre figli, contadino, ex combattente, comunista.

Arrestato il 20 novembre 1931 per attività e propaganda sovversiva.

Assegnato al confino per anni tre dalla CP di Brindisi con ord. del 5 gennaio

1932. La C di A con ord. del 7 aprile 1932 respinse il ricorso.

Sede di confino: Ponza. Liberato il 16 dicembre 1932 nella ricorrenza del decennale.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, giorni 27.

Iscritto al partito socialista, fece parte della lega dei contadini di Francavilla Fontana di cui era un attivo propagandista. Si tenne costantemente in contatto con i comunisti del luogo c di altri comuni (soprattutto con quelli di Brindisi), con i quali prendeva accordi tramite colloqui segreti e lettere
cifrate.

Fu in corrispondenza anche con l’esponente del gruppo comunista di Brindisi Giuseppe De Tommaso e probabilmente, dopo l’arresto e l’assegnazione al confino del noto Giovanni Pentassuglia, divenne fiduciario del partito comunista di Francavilla.

(b. 532, fase. I, ce. 47, 1931-1933).

B

di Francesco e di Pasciullo Maddalena, n. a Francavilla Fontana (BR) il 30 settembre 1899, res. a Francavilla Fontana, coniugato con quattro figli, contadino, ex combattente, comunista.

Arrestato il 19 agosto 1937 per attività sovversiva volta alla ricostituzione del movimento comunista nel proprio paese.

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. del 1° dicembre 1937. La C di A con ord. del 15 giugno 1938 respinse il ricorso.
Sedi di confino: Ventotene, Pacentro. Liberato il 18 agosto 1942 per fineperiodo.

Periodo trascorso in carcere c al confino: anni cinque.

Nel 1933 riprese a frequentare i più noti sovversivi del paese, tra i quali Francesco Sportillo che lo chiamò a far parte del comitato da lui creato e di cui facevano parte anche Belfiore, De Stradis e Saracino. L’Incalza si assunse in particolare il compito di fare propaganda e costituì una cellula composta da Giovanni Martina, Marcello Palazzo e Arcangelo Sportillo. Partecipò poi ad una riunione svoltasi in un pagliaio in località Casalino, dove prese la parola per comunicare, a nome dello Sportillo, che il lavoro procedeva bene.

Il 6 gennaio 1934 intervenne ad un altro convegno in casa del compagno Andriulli e, nell’aprile dello stesso anno, ad un altro ancora tenuto a Mesagne, nel corso del quale assicurò agli intervenuti che a Francavilla si lavorava attivamente per il partito. Sempre nel 1934 partecipò ad altri due
convegni a Francavilla, di cui uno tenuto in un pagliaio e l’altro in casa di Giuseppe Saracino.

Assieme all’Incalza e per lo stesso motivo furono confinati: Crocefisso De Stradis, Pasquale Galiano, Pietro Lupo, Pietro Ostuni, Giovanni Pentassuglia, Cosimo Scollato e Francesco Sportillo; ammoniti: Luciano Cavallo, Eupremio Farina, Francesco Galiano, Gaetano Liuzzi, Antonio Mingolla, Ernesto Mola, Pietro Quarta, Cosimo Rigliano, Vincenzo Rosato, Cosimo Saracino, Vincenzo Sparviero e Vincenzo Zurlo.

(b. 532, fase. II, ce. 107, 1937-1942).

[ Massara 1991]

Incalza Giuseppe di Francesco e di Paciullo Maddalena, nato a Francavilla Fontana il 30/9/1899, ivi domiciliato, contadino, Già appartenente al Partito Socialista si manifestò attivo propagandista pur non avendo cultura sufficiente. Anche dopo l’avvento del Fascismo continuò a dar prova delle sue antiche idee nonché di attività subdola sovversiva. Nel 1931 fu, infatti, intercettata una lettera dalla R. Questura di Brindisi in cui si leggeva che in occasione dell’arrivo di S.M. il Re a Brindisi avrebbe fatto capo ad elementi pericolosi cui aveva dato dei nomi convenzionali. Dalla stessa Regia Questura fu intercettato un cifrario da lui spedito a Brindisi ad alcune cellule comuniste. Per tale sua attività fu proposto ed assegnato al confino di polizia. Lo si ritiene, dato quanto precede, elemento capace di turbare il tranquillo svolgimento di cerimonie e festeggiamenti con atti inconsulti.

Da: Miano Stamerra 2005 Brindisi 1945

Fonti:
  • [Massara 1991] Katia Massara, "Il popolo al confino - la persecuzione fascista in Puglia", Archivio centrale dello Stato Ministero per i Beni culturali e Ambientali Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991;
  • [Confinati politici] dallo spoglio sistematico della serie archivistica Confinati politici - fascicoli personali conservata nell’Archivio centrale dello Stato. (Legenda: C P  sta per Commissione Provinciale; C A sta per Commissione di Appello;  le lettere ed i numeri tra parentesi, che sono alla fine di ogni scheda, sono la posizione della stessa nel Casellario Politico Centrale)
  •  Patrizia Miano, Vittorio Bruno Stamerra : “Brindisi 1945 : l'alba della democrazia”, Brindisi, editore Hobos, anno 2005.
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