Lupo, Pietro agente O.V.R.A.

Nel 1946 l’Ufficio per le Sanzioni contro il Fascismo prende posizione contro i dipendenti della pubblica amministrazione che appartenevano all’Ovra, ritenendo necessario l’allontanamento dal posto di lavoro. Non sappiamo quanti di essi si nascondessero nelle Amministrazioni brindisine, ma il meccanismo dell’epurazione scatenò, su vasta scala, una ridda di sospetti.

Il primo nome eccellente che appare è quello di LUPO PIETRO di Francavilla Fontana. È proprio quel Lupo Pietro comunista e confinato, di cui qui si parla altrove. Nel documento del 6 giugno 1944 il prefetto Guasco invia a Salerno all’Alto Commissario per la comunicazione dei delitti e degli illeciti del Fascismo una lettera.“…si comunica che l’OVRA, organismo direttamente dipendente; dalla direzione generale della P.S. ha sempre agito in questa provincia di sua iniziativa, senza far trapelare notizie circa il reclutamento del personale di cui si serviva ed il servizio di appartenenza. La locale questura ha potuto sapere che tale LUPO PIETRO di Antonio e di Di Summa Lucrezia, nato a Francavilla Fontana il 28-7-1895, appartenente al Partito comunista, domiciliato a Brindisi era ritenuto uno degli agenti dell’OVRA”.

[ Miano Stamera Brindisi 1945 l’alba della democrazia ]

Doppio fascicolo A e B nel Casellario Politico Centrale

A

di Antonio e di Di Summa o Sumraa Lucrezia, n. a Francavilla Fontana (BR) il28 luglio 1895, res. a Francavilla Fontana, coniugato con due figli, contadino, ex combattente, comunista.

Arrestato il 5 maggio 1931 per attività e propaganda sovversiva.
Assegnato al confino per anni tre dalla CP di Brindisi con ord. del 2 giugno 1931.

Sedi di confino: Arzana, Ventotene. Liberato il 13 novembre 1932 nella ricorrenza del decennale.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi sei, giorni 9.

Appartenne alla lega dei contadini, tra i quali fu attivo e instancabile propagandista comunista.

Nel 1926 fu arrestato ad Oria assieme a Giovanni Pentassuglia perché trovato in possesso di manifestini sovversivi stampati clandestinamente ed incitanti all’odio di classe, manifestini che, secondo le dichiarazioni del suo complice, dovevano essere distribuiti in quel comune. Scarcerato il 18 marzo 1930 dopo avere scontato quattro anni e due mesi di reclusione per cospirazione contro i poteri dello Stato, continuò a manifestare idee contrarie al regime e a tenersi in contatto con noti antifascisti locali. Attentamente vigilato quindi per la sua pericolosità politica, le autorità scoprirono che oltre a svolgere continua propaganda tra i contadini, il Lupo era riuscito a costituire con il Pentassuglia, l’Andriulo ed altri una cellula comunista con diramazioni in diversi paesi della provincia.

Assieme al Lupo furono confinati: Vincenzo Battista, Umberto Chionna, Pasquale Galiano e Giovanni Pentassuglia; ammoniti: Oronzo Balestra, Teodoro Cosimo Carrafa, Cosimo Delli Santi, Barsanofrio D’Ostuni e Salvatore Mingolla; diffidati: Angelo Andriulo e Nicola Gargiulo.

(b. 584, fase. I, ce. 36, 1931-1932).

B

di Antonio c di Di Summa o Summa Lucrezia, n. a Francavilla Fontana (BR) il 28 luglio 1895, res. a Brindisi, coniugato con due figli, contadino, ex combattente, comunista.

Ammonito dalla CP di Brindisi con ord. ddl’8 novembre 1937.

L’8 novembre 1937 fu proposto per il confino assieme a Crocefisso De Stradis, Pasquale Galiano, Giuseppe Incalza, Pietro Ostuni, Giovanni Pentassuglia, Cosimo Scollato e Francesco Sportillo; il ministero autorizzava inoltre il provvedimento dell’ammonizione nei riguardi di Luciano
Cavallo, Eupremio Farina, Francesco Galiano, Gaetano Liuzzi, Antonio Mingolla, Ernesto Mola, Pietro Quarta, Cosimo Rigliano, Vincenzo Rosato,
Cosmio  Saracino,  Vincenzo  Sparviero e Vincenzo Zurlo.

(b. 584, fasc. II, ce. 7, 1937).

[ Massara 1991]

Lupo Pietro di Antonio e di Summa Lucrezia, nato a Francavilla Fontana il 28 luglio 1899, ivi domiciliato, calzolaio. Appartenne al Partito Socialista spiegando attività fra la massa e rendendosi pericoloso per l’ordine pubblico. Anche dopo l’avvento del Fascismo continuò a svolgere attività sovversiva tanto che fu arrestato in Oria perche resosi responsabile di diffusione di manifesti sovversivi e poscia condannato dal Tribunale Speciale per la Difesa
dello Stato ad anni quattro c mesi due di detenzione per cospirazione contro i poteri dello Stato (28/7/1927). Si mantenne dopo in collegamento con il noto Pentassuglia associandosi alla di lui ulteriore attività sì da richiedere anche nei suoi confronti l’assegnazione al confino di Polizia. Lo si ritiene capace di organizzare, dirigere e prendere parte ad azioni delittuose collettive sovversive.

Da: Miano Stamerra 2005 Brindisi 1945

Fonti:
  • [Massara 1991] Katia Massara, "Il popolo al confino - la persecuzione fascista in Puglia", Archivio centrale dello Stato Ministero per i Beni culturali e Ambientali Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991;
  • [Confinati politici] dallo spoglio sistematico della serie archivistica Confinati politici - fascicoli personali conservata nell’Archivio centrale dello Stato. (Legenda: C P  sta per Commissione Provinciale; C A sta per Commissione di Appello;  le lettere ed i numeri tra parentesi, che sono alla fine di ogni scheda, sono la posizione della stessa nel Casellario Politico Centrale)
  •  Patrizia Miano, Vittorio Bruno Stamerra : “Brindisi 1945 : l'alba della democrazia”, Brindisi, editore Hobos, anno 2005.
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