Macchitella, Domenico antifascista conf.

fu Giuseppe e di Pecere Maria, n. ad Ostuni (BR) il 12 luglio 1899, res. ad Ostuni,
celibe, venditore ambulante di frutta, antifascis:a.

Arrestato il 5 ottobre 1937 perché autore in stato di ubriachezza di scritte sovversive tracciate sui muri di Ostuni e inneggianti al Primo maggio, alla Russia e al comunismo.

Assegnato al confino per anni tre dalla CP di Brindisi con ord. del 6 novembre 1937.

La C di A con ord. del 21 giugno 1938 respinse il ricorso.
Sede di confino: Pattada. Liberato il 22 dicembre 1938 condizionalmente in occasione del Natale.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi due, giorni 18.

Nell’estate del 1937 si associò a Raffaele Trinchera e a Giuseppe Petraroli, il primo sedicente capo del movimento antifascista di Ostuni e il secondo pregiudicato per tentativi di estorsione in danno di contadini, sui quali veniva svolgendo la propria azione provocatoria. In quel periodo infatti il Macchitella partecipò a due o tre riunioni clandestine tenute in aperta
campagna nelle località Albrizito e Boccadoro – alle quali presero parte anche alcuni sovversivi di Ceglie Messapico – e fu inviato dal Trincherà a chiedere personalmente del denaro ad alcuni contadini del luogo.

Assieme al Macchitella fu confinato Giuseppe Petraroli e, per lo stesso motivo, Francesco Cavallo.

(b. 587, ce. 32, 1937-1939).

[ Massara 1991]

Fonti:
  • [Massara 1991] Katia Massara, "Il popolo al confino - la persecuzione fascista in Puglia", Archivio centrale dello Stato Ministero per i Beni culturali e Ambientali Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991;
  • [Confinati politici] dallo spoglio sistematico della serie archivistica Confinati politici - fascicoli personali conservata nell’Archivio centrale dello Stato. (Legenda: C P  sta per Commissione Provinciale; C A sta per Commissione di Appello;  le lettere ed i numeri tra parentesi, che sono alla fine di ogni scheda, sono la posizione della stessa nel Casellario Politico Centrale)
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