Masiello, Annunziato Arcangelo antifascista confinato

[ da S. Del Vecchio]

Doppio fascicolo A e B nel Casellario Politico Centrale

A

fu Angelo e di Leuca Margherita, n. a Brindisi il 15 marzo 1903, res. a Brindisi, coniugato con due figli, muratore, comunista.

Arrestato L’11 ottobre 1936 per manifestazione antifascista in seguito a licenziamento e propaganda sovversiva. Infatti, assunto provvisoriamente dal locale stabilimento Montecatini e licenziato al ritorno degli operai dall’Africa orientale, riunì alcuni compagni disoccupati e manifestò contro l’operato degli uffici sindacali nella sede della locale unione dei sindacati fascisti.
Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. del 5 novembre 1936.

Sede di confino: Ponza. Liberato il 25 marzo 1937 condizionalmente in occasione della nascita del principe ereditario Vittorio Emanuele.
Periodo trascorso in carcere e al confino: mesi cinque, giorni 15.

Il 29 giugno 1920 fu arrestato insieme ad altri comunisti per avere incitato all’ammutinamento un reparto di arditi che dovevano imbarcarsi da Brindisi per l’Albania e in tale circostanza si rese anche responsabile di mancato omicidio.

Nel 1925 riuscì ad imbarcarsi a Trieste su un piroscafo diretto in America disertando a New York, ma nel 1927 fu arrestato dalle autorità americane e rimpatriato. Sbarcato a Napoli il 3 maggio fu fatto proseguire per Brindisi dove continuò a frequentare i suoi compagni di fede.

(b. 638, fase. I, cc. 33, 1936-1937).

B

fu Angelo e di Leuca Margherita, n. a Brindisi il 15 marzo 1903, res. a Brindisi, coniugato con tre figli, muratore, comunista.

Arrestato il 19 agosto 1937 per attività sovversiva.

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. del 6 novembre 1937.

Sedi di confino: Tremiti, Cariati, Acri. Liberato il 7 marzo 1942 per fine periodo, computando il confino già scontato ed escludendo il periodo della libertà condizionale.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni quattro, mesi sei, giorni 17.

Il Masiello, prosciolto condizionalmente dal primo confino, al suo rientro a Brindisi riprese i contatti con i vecchi compagni di fede, per cui fu diffidato nel maggio 1937; nonostante tale provvedimento, in giugno si fece promotore di una colletta a favore delle famiglie di alcuni confinati politici.
Inoltre faceva parte del gruppo di sovversivi già capeggiato da Francesco Ricci, fuoriuscito a Parigi nel dicembre 1936. Costui infatti era in contatto con gli organi centrali del partito comunista italiano e faceva da tramite con i compagni di Ceglie ai quali nel 1937 aveva fatto pervenire precise istruzioni per dare impulso all’attività organizzativa del partito a Taranto e nella provincia di Brindisi.

Durante il periodo di confino trascorso a Cariati fu raggiunto dalla famiglia.

Per i nomi dei confinati assieme al Masiello vedi biografia di Alessandro Magno.

( b. 638, fas. II, cc. 180, 1937-1942).

[Massara 1991]

 

Fonti:
  • [Massara 1991] Katia Massara, "Il popolo al confino - la persecuzione fascista in Puglia", Archivio centrale dello Stato Ministero per i Beni culturali e Ambientali Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991;
  • [Confinati politici] dallo spoglio sistematico della serie archivistica Confinati politici - fascicoli personali conservata nell’Archivio centrale dello Stato. (Legenda: C P  sta per Commissione Provinciale; C A sta per Commissione di Appello;  le lettere ed i numeri tra parentesi, che sono alla fine di ogni scheda, sono la posizione della stessa nel Casellario Politico Centrale)
  • Silvia Del Vecchio: “La nascita della CGIL unitaria nel brindisino dopo il ’43: la memoria del territorio e il movimento bracciantile nella clandestinità”, Mottola (TA), editore Grafiche Pugliesi, anno 2006.
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