Melacca, Salvatore Partigiano

Nato il 15 novembre 1923 in via
dott. Azzariti.

Coniugalo il 25 agosto I960 con Anna Maria Maggi.

Fante, matricola nr. 25867, è chiamato alle armi all’inizio del 1943 ed inviato prima a Vicenza e poi a Schio
(VI). Aggregato come segnalatore per aerei all’11° Rgt. Bersaglieri della I°
Divisione “‘Celere”, è inviato in servizio in Jugoslavia con partenza da Venezia ed arrivo a Zara. Immediatamente dopo l’Armistizio è fatto prigioniero dai tedeschi che lo impiegano nei compiti di rifornimento dell’acqua alle loro truppe in Jugoslavia con l’ausilio di serbatoi trasportati da cavalli. Dopo poco tempo, tuttavia, Melacca, eludendo la pur rigida sorveglianza
a cui era sottoposto, riesce a fuggire. Prende la via delle montagne dove, dal 3 giugno 1944. si unisce ad un gruppo di partigiani jugoslavi che combattono con altri partigiani della Divisione Italia e con i quali rimane fino all’8 maggio 1945. Per sopraggiunti motivi di salute, scaturiti dalle cattive condizioni di vita in montagna e per l’inadeguata alimentazione. Melacca contrae, infatti,
una grave malattia per la quale l’Ospedale da Campo del posto poco può fare.
Per cui gli stessi partigiani organizzano il rimpatrio dell’ammalato con un loro piccolo aereo che. il 26 maggio 1945, lo trasporta a Bari dove viene ricoverato presso l’Ospedale Militare. Il Distretto Militare di Taranto lo colloca in congedo illimitato dall’ 11 giugno 1945.
(Da Nuccio Carriero: Sul filo della memoria – Testimonianze e ricordi dei prigionieri  Sanvitesi deportati nei campi di  Concentramento. Ed. Arcobaleno S.Vito dei N. 2009)

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