Monasterio, Armando

partigiano

fu Luigi e di Rubino Margherita, n. a Mercato San Severino (SA) il 30 agosto 1909, res. a Latiano (BR), celibe, laurea in scienze commerciali, impiegato, comunista.

Arrestato il 23 ottobre 1937 per attività sovversiva.

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. del 16 febbraio 1938.

Sedi di confino: Tremiti, Fuscaldo. Liberato il 9 luglio 1939 condizionalmente in considerazione delle sue precarie condizioni di salute.
Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi otto, giorni 17.

Ritenuto un « insospettabile », la polizia poté ricostruirne l’attività politica soltanto dopo l’arresto e fu attraverso le perquisizioni, il ritrovamento di materiale di propaganda comunista nella sua abitazione e gli interrogatori dei compagni di fede che il Monasterio emerse come figura di primissimo piano all’interno del movimento comunista di Latiano. A partire dal 1931 mantenne contatti strettissimi con il sovversivo Crocefisso Castrense e nell’inverno del 1933 riuscì a convocare una riunione clandestina che si svolse in un pagliaio a circa due chilometri dal paese e alla quale parteciparono, oltre a Giuseppe Galileo ed Augusto Caforio di Latiano, anche due comunisti della vicina Mesagne, Cosimo Scollato ed Alan Pignatelli. A tutti il Monasterio promise di partire per Torino nel tentativo di mettersi in contatto con alcuni esponenti del partito comunista italiano.

Nel 1934 aderì all’appena costituito comitato di Latiano di cui entrarono a far parte, tra gli altri, Francesco Maggio e Saverio Talema. Intanto a Brindisi Vincenzo Battista cercava, in quegli anni, di costituire un’organizzazione giovanile e il Monasterio riuscì ad incontrarlo nel 1935 rimanendo in contatto con lui almeno fino al 1937.

(b. 681, cc. 136, 1937-1940, 1959).

[Massara 1991]

Monasterio Armando di Luigi e Rubino Margherita. Nato il 30 agosto 1909, a Mercato san Severino, (SA). Nel 1930, entra a far parte a Genova, di un gruppo di studenti universitari collegati con il Movimento di giustizia e Libertà.

Nel 1931 si orienta decisamente verso il Comunismo e partecipa alacremente alla riorganizzazione del Partito comunista nella provincia di Brindisi, prima come insegnante poi come direttore dell’Ufficio di statistica del consiglio dell’Economia.

Nel 1937, viene arrestato e denunciato al tribunale speciale e, successivamente, assegnato al confino di polizia per 5 anni nelle isole Tremiti e in Calabria.

Restituito alla famiglia per le gravi condizioni di salute, si stabilisce nel 1939 a Pisa, riprende la sua attività antifascista, specialmente tra gli studenti di quella Università, nella quale frequenta i corsi di farmacia (in cui più tardi conseguirà la laurea) costrettovi dalla disoccupazione alla quale lo condannano i suoi trascorsi politici. Nel 1943 è nel Comitato provinciale del Fronte Nazionale d’Azione, il 10 settembre successivo sfugge fortunatamente alla fucilazione assieme al sindaco di Pisa per avere tentato di indurre alla resistenza contro i tedeschi un gruppo di Artiglieria. Durante l’occupazione tedesca rappresenta il Partito nel Comitato di liberazione nazionale provinciale di Pisa e partecipa all’organizzazione e direzione delle forze armate patriottiche; milita nell’estate 1944 nel Distaccamento “Garibaldi” dei monti Pisani.

Vice responsabile della Federazione Comunista Pisana dalla primavera 1944 fino alla Liberazione della città; segretario del comitato di Liberazione Nazionale Provinciale dopo la liberazione; Dirigente della propaganda e membro della Segreteria della stessa federazione fino allo scorso marzo, epoca in cui è ritornato nella provincia di Brindisi per riprendere il suo posto di lavoro. Dopo la fine della guerra ritorna in Puglia dove viene eletto

Segretario della Federazione Comunista di Brindisi dal 1948 al 1952; componente della Giunta Provinciale Amministrativa e, nel 1951, Sindaco di Latiano.

Eletto deputato, nel 1958, nel collegio di cui fa parte Latiano, è rieletto per tre legislature consecutive.

E’ morto a Roma il 4 marzo 1992 ed ora riposa nel cimitero di Latiano, paese a cui è rimasto sempre profondamente legato. Ha donato la sua preziosa raccolta di riviste alla Biblioteca Comunale di Latiano.

 

Fonti:

[Confinati politici] Archivio centrale dello Stato, Confinati politici
[Ippazio “Pati” Luceri: Partigiani e Antifascisti 2012 ]
[Massara 1991] Il popolo al confino - La persecuzione fascista in Puglia