Santacesaria, Eugenio garibaldino in Spagna caduto

[Da S. Del Vecchio]

Eugenio Santacesaria

Nacque a Mesagne il 1° giugno 1897 da Vito e da Semeraro Addolorata. Elettricista. Ex combattente. Comunista. Morto in combattimento, nelle file della Brigata Garibaldi, durante la guerra civile in Spagna nel marzo 1937.

Operaio elettricista, aveva combattuto durante la prima guerra mondiale, arruolato nella Marina Militare, era stato imbarcato sulla nave “Pisa”. Finita la guerra, aveva militato nelle fila del movimento dei combattenti e forse anche aveva partecipato alla fase costitutiva del partito fascista di Mesagne. In una scheda di polizia del 9 agosto 1925, lo si descrive “di buona condotta morale e civile” ma per le sue idee sovversive “è tenuto in poca considerazione nell’opinione pubblica”. Santacesaria, militante socialista, è ritenuto dalla polizia “di carattere vivace, piuttosto violento, però ha discreta istruzione ed è anche intelligente”. Insieme ad altri socialisti mesagnesi si distinse in maniera particolare nell’assalto e nella distruzione della sezione mesagnese del Partito Nazionale Fascista per reagire ad analoga aggressione verso la locale Camera del Lavoro. Era stato fermato una sola volta dalla polizia a Lecce per avere partecipato, nel 1924, ad una riunione provinciale di dirigenti socialisti.

Dopo di che di lui, in Italia, si perdono le tracce. Insieme al cugino Sante Semeraro (figlio di un fratello della madre), Io ritroviamo in Francia. Entrambi sono militanti del Partito Socialista Unitario, l’ala cioè più massimalista, e particolarmente attivi nel movimento dei fuoriusciti politici e degli emigranti. Santacesarea, per campare, lavora come operaio elettricista. Per sfuggire al controllo delle spie dell’Ovra e della polizia politica, assume le generalità di Eugenio Carloni.

Dagli atti di polizia custoditi nell’Archivio Centrale dello Stato non risulta abbia avuto
rapporti con altre figure autorevoli dell’antifascismo brindisino all’estero, come Antonio Vincenzo Gigante o l’on. Giuseppe Sardelli. Il suo riferimento, anche per ragioni di
parentela, fu sempre il cugino Sante Semeraro.

Sul piano dell’impegno politico, di particolare rilevanza, oltre ad un viaggio in Unione Sovietica nel 1934, lo ritroviamo insieme a Giuseppe Di Vittorio ad organizzare il sostegno degli esuli italiani verso le brigate internazionali che erano intervenute nella guerra civile spagnola, ovviamente nella fazione opposta a quella “franchista”.

Lui volle andare oltre il sostegno politico, volle arruolarsi e partire, militando nella Brigata Garibaldi, la stessa alla quale appartenevano il fior fiore dell’antifascismo italiano che aveva scelto la strada dell’impegno militare alle forze antifasciste spagnole.
E vi trovò la morte, a soli 40 anni, nel marzo 1937.

L’annuncio, secondo una comunicazione della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni, viene dalla stazione radiofonica di Barcellona “EAJ NJ”, che trasmette in lingua italiana e fa propaganda antifascista, captato dalla polizia di Imperia il 15 marzo 1937, nel notiziario serale delle ore 20,30-21. “(…) E’ morto in questi ultimi giorni” dice lo speaker “sul fronte di Guadalajara il grande eroe Carloni. Egli era il servo fedele al servizio del partito comunista italiano. Nel 1920 allorché cessò di prestare il servizio militare in marina, fu tra i primi a iscriversi nelle file fasciste allorché si accorse dei soprusi e delle angherie dei capi si ribellò ad essi e dopo avere messo a soqquadro la sede del Fascio di Mesagne, passò a far parte del partito socialista per poi passare più tardi nelle nostre file che per il suo modo di fare seppe ben presto farsi ammirare ed apprezzare dai comandanti. Carloni non è più.
Egli si è sacrificato per una causa comune per la lotta della libertà contro l’oppressore fascista.”

Se è ridondante di retorica propagandistica l’annuncio della morte di Santacesaria da parte dell’emittente radiofonica comunista, non meno agghiacciante per cinismo è la nota ufficiale con la quale il 30 marzo 1937 il Ministero degli Interni comunicò la morte dell’antifascista mesagnese al Prefetto di Brindisi, riportando integralmente la comunicazione ricevuta dall’Ambasciata d’Italia a Parigi: “Si ha il pregio di comunicare che il nominato il oggetto è rimasto ucciso in Spagna combattendo a fianco delle truppe del governo comunista. Il Santacesarea faceva parte del battaglione Garibaldi”.

Patrizia Miano, Vittorio Bruno Stamerra : Brindisi 1945 : l’alba della democrazia”   Brindisi editore Hobos anno 2005.

Fonti:
  •  Patrizia Miano, Vittorio Bruno Stamerra : “Brindisi 1945 : l'alba della democrazia”, Brindisi, editore Hobos, anno 2005.
  • Silvia Del Vecchio: “La nascita della CGIL unitaria nel brindisino dopo il ’43: la memoria del territorio e il movimento bracciantile nella clandestinità”, Mottola (TA), editore Grafiche Pugliesi, anno 2006.
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