Teofilato, Cesare intellettuale antifascista

Cesare Teofilato

Intellettuale socialista. Nacque a Francavilla Fontana il 28 gennaio 1881, da una famiglia della media borghesia. Studiò a Lucera e poi a Napoli. Alla Scuola Normale di Bari conseguì l’abilitazione all’insegnamento. Ufficiale di cavalleria durante la guerra 1915/18. Nel 1923, dopo l’avvento del fascismo e la Riforma Gentile che imponeva al personale docente l’obbligo della iscrizione al Partito Nazionale Fascista, fu costretto ad abbandonare l’insegnamento. Mai però abbandonò gli studi filosofici e le idee del socialismo.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale venne richiamato in servizio ed assegnato a Brindisi, ma in considerazione delle sue idee politiche che contrastavano con quelle del regime fascista, venne arrestato, processato, condannato e detenuto nel carcere di Bari insieme ad altri insigni intellettuali antifascisti quali il De Ruggero, Calogero e Tommaso Fiore.

Il 28 luglio 1943, caduto il fascismo, tornò a casa a Francavilla Fontana. Dove, dopo mille ostacoli, poté  ritornare, dopo vent’anni di forzato allontanamento, al suo amato insegnamento.

Nel frattempo, quale commissario della sezione del Partito Socialista Italiano, assunse la presidenza del Comitato di Liberazione, poi fu eletto Commissario Straordinario al Comune e, nel 1945, gli venne affidato il delicato ed importante compito di Commissario per l’Epurazione del personale della scuola per le tre province salentine di Lecce, Brindisi e Taranto. Incarico che assolse con equilibrio, ma anche con la dovuta fermezza, contribuendo in maniera determinante alla defascistizzazione dell’apparato scolastico.

Nel frattempo avviò una serrata collaborazione con giornali e riviste anche di carattere nazionale. Il suo era un socialismo pragmatico e moderno, che senza cancellare gli anni
della clandestinità e della sofferenza, era chiamato ad affrontare i problemi di una società
che nel frattempo era profondamente cambiata, anche per le tragiche conseguenze della guerra.

Venne eletto sindaco di Francavilla Fontana nel 1945 e rimase in carica sino al luglio del 1946. Si trovò a gestire ed affrontare una drammatica crisi sociale, che in qualche circostanza sfociò in tumulti di piazza soprattutto per la mancanza di lavoro e di generi di prima necessità. L’amministrazione da lui presieduta si dette un gran da fare per avviare lavori pubblici che potessero soprattutto avviare al lavoro disoccupati e reduci dalla guerra, oltre che risolvere antichi problemi del paese. Le successive elezioni comunali diedero la maggioranza al blocco dell’Uomo Qualunque (formazione di centrodestra), e nonostante il personale successo Teofilato passò la mano e tornò ai suoi amati studi.

Non condivise mai il clima di contrapposizione che aveva caratterizzato in quel periodo i rapporti tra le opposte fazioni politiche a Francavilla. Mai dogmatico, e lontano anni luce da ogni forma di settarismo, denunciò questa situazione con tanta veemenza da scegliere, alla vigilia dei suoi 70 anni, di ritirarsi definitivamente dalla politica.

Patrizia Miano, Vittorio Bruno Stamerra : “Brindisi 1945 : l’alba della democrazia”   Brindisi editore Hobos anno 2005.

 

Cesare Teofilato

Di Cesare Alfredo Teofilato, intellettuale poliedrico, pensatore, scrittore e poeta, esperto di archeologia e numismatica, sono ben note le vicende biografiche, la copiosa bibliografia e l’impegno politico. Di seguito se ne propone invece il ritratto che emerge dai documenti conservati nell’Archivio di Stato.

Nato a Francavilla il 28 gennaio 1881 da Tommaso, medico, e Luisa Marzo, proprietaria, Cesare Teofilato frequentò il ginnasio di Ostuni. Nel 1904 si iscrisse al Partito socialista ed iniziò a collaborare con alcuni periodici socialisti dell’epoca, tra cui «L’Avanti».

Nel 1906 fu denunciato, insieme al concittadino socialista Luigi Andriani, per aver organizzato una «pubblica dimostrazione che percorse le vie del paese, gridando: Viva il libero pensiero; Viva il socialismo, senza preventivamente averne chiesto il permesso alla competente autorità»1.

Nel 1907 intraprese la professione di maestro presso le scuole serali di Francavilla. L’11 settembre dello stesso anno la sottoprefettura di Brindisi riferì sul suo conto alla prefettura di Lecce: «…di buona condotta, milita nel partito socialista rivoluzionario, è corrispondente di giornali sovversivi e qualche volta ha scritto articoli sul giornale anarchico “Il Libertario” di Spezia».

Nel 1908 insegnò anche a Villa Castelli, dove conobbe e sedusse una giovane donna, dalla quale «venne aggredito e pugnalato per vendetta»2.

Nel 1909 si iscrisse alla Massoneria italiana, dissociandosene pochi anni dopo. Nello stesso anno conseguì una serie di diplomi ed abilitazioni che gli fecero ottenere, nel 1910, l’incarico presso la scuola elementare di Sava, dove insegnò fino al 1924.

Nel corso di quegli anni Teofilato diresse e collaborò ad alcuni giornali politici e rassegne di cultura ed educazione, partecipando nel frattempo alla prima guerra mondiale col grado di tenente.

Nel 1924 Teofilato diede le dimissioni da maestro, poiché le sue idee e metodi d’insegnamento erano incompatibili con la riforma Gentile della scuola, che imponeva al personale docente, tra le altre cose, l’obbligo d’iscrizione al Partito fascista. Nello stesso anno le questure di Brindisi e Taranto lavoravano in sinergia per tenerlo sotto controllo, avendo egli manifestato pubblicamente idee ‘sovversive’.

I controlli diventarono sempre più sistematici, finché il 30 novembre 1926, nel corso di una perquisizione della sua abitazione, la polizia rinvenne e sequestrò pacchi di giornali ritenuti sovversivi e una fitta corrispondenza con alcuni antifascisti pugliesi, tra cui Tommaso Fiore. Il commissario Bernardi di Francavilla dispose il suo arresto, cui fece seguire il 6 dicembre la proposta di assegnazione al confino. Ma la Commissione provinciale non prese alcun provvedimento in merito «per l’interessamento spiegato in suo favore da personalità dello stesso regime fascista», e Teofilato venne quindi rilasciato. Da allora fin quasi alla fine del fascismo non diede luogo ad altri provvedimenti, conducendo apparentemente una vita ritirata di studio.

Il 13 giugno 1943 fu nuovamente perquisita la sua abitazione; seguirono l’arresto e la traduzione nel carcere di Bari, con l’accusa di essere stato designato fiduciario dei movimenti liberal-socialisti della provincia di Brindisi. Dopo il 25 luglio Teofilato fu liberato ed in seguito nominato segretario del comitato di Francavilla del Fronte unico nazionale (poi Comitato di liberazione).

Con decreto del 6 gennaio 1944 del Ministero della pubblica istruzione fu riammesso all’insegnamento, ma in pratica non gli fu affidato alcun incarico. Nel 1945 funominato commissario per l’epurazione del personale della scuola per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. Nel 1946 perse la moglie Ermelinda Caraccio, sposata nel 1915; in seconde nozze sposò Raffaella Palumbo, dalla quale ebbe tre figli.

Fu sindaco di Francavilla tra il 1945 ed il 1946 ed in seguito consigliere comunale fino al 1955. Tentò, in quegli anni, di «ottenere un qualsiasi incarico nelle Scuole della Provincia» ma invano, tanto che nel 1949 presentò un esposto al Provveditorato agli Studi di Brindisi per ottenere l’annullamento della sospensione dal grado e dalla carriera «per aver avversato la riforma Gentile e nutrito sentimenti antifascisti». Nel 1950 gli fu concessa una piccola pensione per gli anni d’insegnamento a Sava e gli fu finalmente riconosciuta la qualifica di perseguitato politico antifascista, con diritto ad un indennizzo.

Morì a Francavilla Fontana il 29 dicembre 1961.

La vedova poco dopo chiese alla prefettura di Brindisi un attestato per il Ministero del tesoro, comprovante «che il proprio marito è un perseguitato politico». Finalmente nel 1964 il questore di Brindisi confermò al Ministero che «dagli esami degli atti di questo ufficio, [Teofilato] risulta essere stato perseguitato dal passato regime, perché militante e convinto assertore delle idee socialiste».

C.G.

[ANPI e Archivio di Stato Brindisi- catalogo della mostra documentaria Sovversivi (1900-1943)]

 

Fonti:
  •  Patrizia Miano, Vittorio Bruno Stamerra : “Brindisi 1945 : l'alba della democrazia”, Brindisi, editore Hobos, anno 2005.
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