ANPI DI BRINDISI sul criminale attentato contro le alunne dell’istituto Morvillo Falcone

PER NON DIMENTICARE –  Fiaccolata a BRINDISI  il 23 MAGGIO alle  ore 17,00. La manifestazione avrà inizio con il raduno presso l’Istituto Morvillo-Falcone, corteo per le vie cittadine e si concluderà in PIAZZA SANTA TERESA.

 

 

L’ANPI di Brindisi condannato il vile attentato ed esprimendo la sua solidarietà alle vittime , ai loro famigliari, ai docenti della scuola colpita , al comune di Mesagne da cui provenivano le vittime e i giovani di questo territorio che hanno visto colpire la sacralità di un luogo, la scuola, in cui identificano il proprio futuro, ritiene opportuno non esprimere dei giudizi di merito che anticipino i risultati delle indagini ancora in corso.

Le modalità inusuali dell’attentato e il contesto in cui esso si è svolto lasciano aperte sin’ora, a detta degli inquirenti, tutte le possibili ipotesi e riteniamo che fughe di notizie, anticipazioni ad effetto e rischio di divisioni tra gli inquirenti siano estremamente dannose per chi lavora alla ricerca della verità

L’ANPI di Brindisi ribadisce che di attentato stragista si sta parlando e rivolto contro giovanissime donne in un momento in cui i casi di violenza gratuita contro di esse sono cronaca di tutti i giorni.

Il fatto che esso si sia rivolto contro una scuola simbolo del riscatto sociale ma anche morale della nostra società spinge tutti noi a ribadire quanto sia importante la lotta per la difesa del diritto all’istruzione, alla difesa della legalità e del diritto al lavoro ma anche contro ogni tipo di discriminazione di sesso, razza e di opinione sanciti dalla nostra Costituzione.

IL COMITATO PROVINCIALE DELL’ANPI DI BRINDISI  (Brindisi 21 maggio 2012)

 

 

alcune frasi tratte dal documento dell’UdS che condividiamo:

“La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.

Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.[..]

Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti. Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta. (Unione degli Studenti)

 

Brani tratti da: Orrore che divora figli e futuro un articolo di Benedetta Tobagi apparso su la Repubblica del 21 maggio:

“Fra tutte le azioni delittuose che gli uomini possono compiere contro altri uomini, la strage è una di quelle che più si avvicina al male radicale”, ha scritto Noberto Bobbio.[..] Qualunque sia stato il movente -rabbia, odio, frustrazione, vendetta – sfogarlo su dei ragazzini innocenti fuori da scuola spalanca un abisso. Porta in casa nostra scenari d’orrore che abbiamo conosciuto finora solo dai tragici fatti di cronaca degli Stati Uniti, con la novità della scelta molto italiana della bomba – con il sovraccarico di tensione e attenzione che tale scelta comporta nel nostro Paese, in virtù della nostra storia.[..] Si evoluto distruggere e atterrire chi più di ogni altro dovrebbe essere educato protetto e accompagnato affinché riesca a prendere in mano la propria vita, garantendo così un futuro alta società tutta. C’è forse una forma di feroce invidia da parte di qualcuno che si sente intrappolato in un orizzonte chiuso verso chi, comunque, ha di fronte a sé il mare aperto? [..]E forse , vogliamo sperare, sarà lasciata un po’ meno sola la scuola tutta, d’ora in poi. Ha perso centralità da nell’attenzione della politica. Quanto sia centrale, e cruciale, ce lo ha ricordato tragicamente la bomba di sabato.”