Galiano, Pasquale

antifascista confinato

Doppio fascicolo A e B nel Casellario Politico Centrale

A

Di Francesco e di Mortola Addolorata, n. a Francavilla Fontana (BR) il 22 ottobre 1873 res. ad Oria (BR), coniugato con otto figli, agricoltore, socialista.

Arrestato il 5 maggio 1931 per avere svolto attiva propaganda contro le Istituzioni e il regime e per avere promosso manifestazioni sovversive.

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. del 2 giugno 1931. La C di A con ord. del 7 aprile 1932 respinse il ricorso.
Sede di confino: Ponza. Liberato il 13 aprile 1933 condizionalmente.
Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi undici, giorni 9.

Ad Oria fu segretario della sezione del partito socialista, animatore delle masse proletarie tra le quali svolse attività di proselitismo e sindaco dal 15 novembre 1920 al 21 gennaio 1923.

Il 14 agosto 1926 fu denunziato in stato di arresto e condannato dal tribunale speciale a cinque anni e sette mesi dì reclusione per cospirazione contro i poteri dello Stato, incitamento alla disobbedienza della legge e all’odio di classe ed omessa denunzia di armi. Fu liberato il 9 febbraio 1931 avendo goduto di un anno di indulto.

Tornato ad Oria e diffidato, si rifiutò di cambiare i nomi ai figli Libertà, Libero Pensiero, Libero Amore, Eguaglianza e Giustizia, poi modificati contro la sua volontà in virtù di una sentenza del tribunale di Brindisi.

Il 10 aprile 1931 capeggiò una manifestazione sovversiva di contadini e il giorno dopo quella di un gruppo di disoccupati che in massa si recarono dalle autorità locali per chiedere lavoro.

Assieme al Galiano e per lo stesso motivo furono arrestati c proposti per il confino: Vincenzo Battista, Umberto Chionna, Pietro Lupo e Giovanni Pentassuglia.

(b. 447, fase. I, cc. 91, 1931-1933).

B

di Francesco e di Mottola Addolorata, n. a Francavilla Fontana (BR) il 22 ottobre 1878, res. ad Oria (BR), coniugato con otto figli, agricoltore, comunista.

Arrestato il 20 agosto 1937 per tentata riorganizzazione del movimento comunista e propaganda sovversiva.

Assegnato al confino per anni due dalla CP di Brindisi con ord. del 1° dicembre 1937. La C di A con ord. del 15 giugno 1938 respinse il ricorso.
Sede di confino: Tremiti. Liberato il 13 ottobre 1938 condizionalmente.
Periodo trascorso in carcere e al confino: anni uno, mesi uno, giorni 24.

Nel 1933 assunse l’incarico di fiduciario dei comitato comunista locale.
Nel 1935 incaricò il figlio Francesco di rappresentare il movimento comunista di Oria in riunioni di partito tenute a Francavilla e Latiano, pur continuando a mantenere stretti contatti con i vecchi compagni di fede.

Al confino tenne buona condotta e scrisse più volte, per ottenere clemenza facendo atto di sottomissione al duce.

Assieme al Galiano e per lo stesso motivo furono proposti per il confino: Antonio Argentieri, Pietro Ostuni, Giovanni Pentassuglia, Cosimo Scollato, Francesco Sportillo e Pietro Tetesi.

(b.447, fasc. II, cc.73, 1937-1939)

[ Massara 1991 ]

Galiano Pasquale fu Francesco e di Di Mottola Addolorala, nato a Francavilla Fontana il 22 ottobre 1878 e domiciliato in Oria, agricoltore. Capo lega dei contadini nel periodo socialista fu ed è uno dei più accesi sovversivi. Acquistò tale ascendente sulle masse e nel periodo rosso riuscì a conquistare la carica di sindaco di Oria. Con l’avvento del fascismo non si dette per vinto e continuò la sua azione sovvertitrice tanto da essere il 14/8/1926 arrestato e deferito al tribunale speciale per la Difesa dello Stato per incitamento alla disubbidienza
delle leggi e all’odio fra le classi sociali. Dimesso dal carcere il 9 febbraio del 1931 dopo aver scontato anni cinque e mesi sette di detenzione col beneficio di un anno di indulto, anziché dar savia prova di ravvedimento iniziò una campagna subdola per fomentare gli animi, traendo occasione dal disagio economico che si attraversa, e per collegare le fila dei compagni di fede dispersi. Arrestato per tale motivo il 4 maggio 1931 fu assegnato al confino
di polizia per anni cinque. Pregiudicato anche per reati comuni avendo subito condanne per disprezzo al culto cattolico, per minacce a pubblici ufficiali, per falso, peculato, lesioni personali è elemento veramente pericoloso ed esiziale all’ordine pubblico. È tanto infatuato delle idee sovversive che impose ai suoi figlioli i nomi di Libertà, Uguaglianza, Libero Pensiero, nomi che, solo in virtù di una sentenza del Tribunale di Brindisi, sono stati modificati. Per quanto sopra si ritiene il Galiano capace di organizzare, dirigere e prendere parte ad azioni delittuose collettive sovversive.

Da: Miano Stamerra 2005 Brindisi 1945

Fonti:

[Confinati politici] Archivio centrale dello Stato, Confinati politici
[Massara 1991] Il popolo al confino - La persecuzione fascista in Puglia
[Miano, Stamerra 2005] Brindisi 1945