Pentassuglia, Giovanni

antifascista conf.

Doppio fascicolo A e B nel Casellario Politico Centrale

A

di Tommaso c di Balestra Crocifissa, n. a Francavilla Fontana (BR) il 16 marzo 1903, res. a Francavilla Fontana, coniugato con due figli, contadino-labbro, comunista.

Arrestato il 5 maggio 1931 per attività sovversiva.

Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord, del 2 giugno 1931. La C di A con ord. dei 7 aprile 1932 respinse il ricorso.
Sedi di confino: Lipari, Ventotene, Agitone. Liberalo il 4 gennaio 1937 per fine periodo.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni cinque, mesi otto.

Il 18 marzo 1930 fu dimesso dal carcere di Avellino dopo aver scontato la pena di quattro anni di reclusione inflittagli dal tribunale speciale per cospirazione contro i poteri dello Stato.

Tornato a Francavilla ricominciò a svolgere attività sovversiva; tramite la nipote Lina Balestra riceveva saltuariamente assicurate contenenti somme di denaro provenienti da compagni di fede residenti in Francia e in Belgio e, durante una perquisizione, fu trovato in possesso di un foglio su coi erano annotati dei numeri e delle cifre costituenti probabilmente un cifrario per corrispondere con i fuoriusciti.

Prima del suo arresto fu inoltre in continua relazione con il comunista Pasquale Galiano di Oria e col fiduciario del partito a Brindisi, svolgendo attiva propaganda specie fra gli elementi rurali di Franravilla Fontana e incontrandosi quotidianamente con i sovversivi Angelo Andriulo, Giuseppe Incalza e Pietro Lupo.

A Ventotene fu raggiunto dalla famiglia, che rimase con lui finché non partecipò insieme ad altri cinquantanove confinati alla nota protesta del 15 aprile 1935 contro il passaggio della gestione e dell’amministrazione dello spaccio confinati alla direzione della colonia, privandosi spontaneamente
della libera uscita all’apertura dei dormitori, sdraiandosi sul letto, disertando la mensa, rifiutando il sussidio e dando inizio allo sciopero della fame. Tradotto nelle carceri di Poggioreale, il 17 agosto 1935 fu condannato ad otto mesi di arresto dalla Corte d’appello di Napoli che confermava in tal modo la sentenza emessa dal tribunale di Napoli l’8 giugno.

Per i nomi dei confinati e degli ammoniti assieme al Pentassuglia e per lo stesso motivo vedi biografie di Pasquale Galiano, I fascicolo, e di Pietro Lupo, I fascicolo.

(b. 772, fase. I, cc. 166, 1931-1937).

B

di Tommaso c di Balestra Crocifissa n. a Francavilla Fontana (BR) il 16 marzo 1903, res. a Francavilla Fontana, coniugato con due figli, contadino fabbro, comunista.

Arrestato il 19 agosto 1937 per aver ripreso a svolgere attività sovversiva.
Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. del 1° dicembre 1937. La C di A con ord. del 15 giugno 1938 respinse il ricorso.
Sedi di confino: Tremiti, ( Castel vecchio Subequo. Liberato il 18 novembre
1942 per fine periodo.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni cinque, mesi tre.

Appena tornato a Francavilla nel gennaio 1937, riprese i contatti con i compagni di fede, soprattutto con Eupremio Farina, Francesco Sportillo e Rocco Spina con il quale in particolare fissò un appuntamento a Ceglie Messapico per avere ragguagli circa il forte movimento comunista del paese, ma, nonostante le sue ricerche, non riuscì a rintracciarlo. Il Pentassuglia allora si recò a Grottaglie per prendere contatto con i comunisti di quella zona e lì ebbe dei colloqui con Salvatore Portone, ex capo lega dei rossi. Avvicinato successivamente lo Sportillo ed avute da questi notizie
non buone circa la situazione locale del partito, gli disse che bisognava riattivarsi per mettere in efficienza l’organizzazione e promise a tal fine la sua collaborazione. Incaricò inoltre lo Sportillo di raccogliere denaro per l’acquisto di una macchina da scrivere occorrente per la riproduzione del materiale di propaganda.

Durante il confino a Castelvecchio Subequo, il 20 ottobre 1938 fu condannato da quel pretore a tre mesi di reclusione. Fu raggiunto dalla famiglia anche in quella sede, dove il 23 novembre 1939 gli morì la figlia Crocifissa e dove si stabilì dopo aver scontato la pena.

Per i nomi dei confinati assieme al Pentassuglia vedi biografie dì Pasquale Galiano, II fascicolo, e di Pietro Lupo II fascicolo.

(b. 772, fase. II, cc. 133, 1937-1942, 1947-1948).

[Massara 1991]

Pentassuglia Giovanni di Tommaso e di Balestra Crocifissa, nato a Francavilla Fontana il 16 maarzo 1903, ivi domiciliato, contadino. Appartenne al Partito Socialista, spigando in seno ad esso spiccata attività e rendendosi pericoloso per l’ordine pubblico. Anche dopo l’avvento del Fascismo continuò a svolgere propaganda sovversiva tanto che fu arrestato in Oria per diffusione di manifesti sovversivi e poscia fu condannato dal tribunale speciale per la Difesa dello Stato ad anni quattro e mesi due di detenzione per cospirazione contro i poteri dello Stato (28/7/1927). Sovvenzionato dal Soccorso Rosso pro vittime politiche, sia durante la detenzione che dopo, si mantenne in relazione con elementi comunisti residenti all’estero manifestando in tal modo la sua persistente pericolosità, sì da richiedere nei suoi riguardi l’adozione del provvedimento del confino di polizia che in atto sta scontando. Lo si ritiene
capace di organizzare, dirigere e prendere parte ad azioni delittuose collettive sovversive.

Da: Miano Stamerra 2005 Brindisi 1945

Fonti:

[Confinati politici] Archivio centrale dello Stato, Confinati politici
[Massara 1991] Il popolo al confino - La persecuzione fascista in Puglia
[Miano, Stamerra 2005] Brindisi 1945