Vacca, Pietro

antifascista conf.

di Giuseppe e di Saracino Maria Vincenza, n. a Brindisi il 28 giugno 1904, res. a Brindisi, coniugato con un figlio, muratore, comunista.

Arrestato il 19 aprile 1937 per propaganda sovversiva e per essersi riunito con altri ad ascoltare le notizie trasmesse dalla radio bolscevica di Barcellona.
Assegnato al confino per anni cinque dalla CP di Brindisi con ord. dell’8 maggio 1937.

Sedi di confino: Tremiti, Ponza, Pisticci. Liberato il 26 aprile 1941 per fine periodo avendo beneficiato del condono di un terzo per il periodo trascorso a Pisticci.

Periodo trascorso in carcere e al confino: anni quattro, giorni 8.

Nel 1926 fu arrestato assieme ad altri per avere costituito una sezione giovanile comunista a Brindisi; denunziato al tribunale speciale, il 16 settembre 1927 fu condannato a cinque anni di detenzione per cospirazione contro i poteri dello Stato. Considerato dunque dalle autorità individuo pericoloso, nel novembre 1933 fu fermato in occasione della visita in città del
re Vittorio Emanuele III° e nel novembre successivo per la venuta di Mussolini.

Dopo la sua traduzione in colonia la moglie tentò vanamente di raggiungerlo con la figlia di quattro anni.

Il 21 luglio 1937 il Vacca partecipò a Tremiti ad una manifestazione sediziosa avversa alla prescrizione del saluto romano, a causa della quale rimase in carcere in attesa di provvedimenti amministrativi fino al giugno 1938, quando fu trasferito per punizione a Ponza. Per i nomi dei confinati e degli ammoniti assieme al Vacca e per lo stesso motivo vedi biografia di Cosimo Mauro.

(b. 1037, cc. 128, 1937-1941, 1957).

[Massara 1991]

Fonti:

[Confinati politici] Archivio centrale dello Stato, Confinati politici
[Massara 1991] Il popolo al confino - La persecuzione fascista in Puglia