Sulla strada di casa, una “pietra d’inciampo” per il maggiore Ayroldi

Domenica 10 gennaio, una cerimonia partecipata è stata posta in Ostuni, dinanzi alla casa natale di Antonio Ayroldi in Corso Cavour n. 52, una “pietra d’inciampo” (Stolpersteine), un monumento originale e diffuso, ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le persone che hanno perso la vita per mano dei nazi-fascisti.

Antonio Ayroldi fu uno degli ultimi fucilati delle fosse Ardeatine . Ufficiale dell’esercito italiano, dopo l’8 Settembre 1943 non diede seguito alle insistenti richieste di presentarsi al comando tedesco ed entrò in contatto con la Resistenza romana. Scoperto insieme ad altri nel corso di una riunione clandestina fu imprigionato in Via Tasso . Torturato, fu condotto e ucciso alle Ardeatine dopo neanche un mese di prigionia. Antonio Ayroldi è Medaglia d’argento al valor militare alla memoria.

La Pietra d’inciampo ( Stolpersteine) dell’artista tedesco Gunter Demnig è l’azione di aggregare nel selciato stradale, accanto all’abitazione della vittima del nazismo, una piccola pietra d’ottone delle dimensioni di un sampietrino sulla quale è inciso il nome e l’anno di nascita e di morte della vittima . Con questa azione semplice ma altamente simbolica si intende ridare un nome a chi è stato ridotto ad un numero . L’espressione ” inciampo ” deve intendersi in senso visivo e mentale , per far fermare a riflettere chi si imbatte , anche casualmente nell’opera .


 

 

 

 

La cerimonia, dell’installazione della pietra, era iniziata a con l’ intervento del sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, seguito da quello di Isabella Ayroldi, nipote di Antonio che, insieme a sua sorella Antonella, portano avanti il lavoro di sensibilizzazione e testimonianza iniziato da loro padre Carlo. Isabella, visibilmente emozionata, ha letto un messaggio di sua zia Isabella, sorella di Antonio, che vive a Roma e non ha potuto presenziare alla cerimonia, ma ha voluto essere comunque presente con il suo vibrante ricordo a un momento così importante per la sua famiglia. Si sono poi susseguiti i saluti di Annunziata Ferrara, dirigente scolastica del Liceo Classico e Scientifico “Pepe-Calamo” che ha ricordato l’importanza di questi accadimenti tragici nella memoria soprattutto delle giovani generazioni e l’intervento del partigiano Pietro Parisi, che ha voluto prendere la parola per offrire la sua testimonianza.

 

 

 

 

La cerimonia è poi continuata a Palazzo di Città dove l’iniziativa è ripresa con la trasmissione di un video in ricordo del Maggiore Ayroldi, con una vecchia intervista audio del compianto fratello Carlo, intervallata dai canti partigiani eseguiti dai ragazzi del gruppo teatrale “Officina del Sole”, guidati da Alessandro Fiorella, e dalle letture dei ragazzi del Liceo Classico “Antonio Calamo”, che hanno rappresentato alcuni testi e lettere di e su Antonio Ayroldi. A chiudere la cerimonia, l’intervento di Lidia Menapace, partigiana politica e scrittrice, ultranovantenne che ha contribuito a scrivere un pezzo di storia dando il suo apporto attivo alla Resistenza. A chiudere la cerimonia “Mare Nostrum”, un canto inedito presentato dai ragazzi dell’”Officina del Sole”, a suggellare una giornata che grazie a una mattonella d’ottone incastonata in un marciapiede, si è dato un contributo a rafforzare di una memoria collettiva. Al’iniziativa era presente una delegazione dell’ANPI.