L’eccidio di Vallecannella (Cerignola Fg)

[..] Tra le tante nefandezze e barbarie perpetrate dai tedeschi durante la ritirata dall’Italia meridionale subito dopo la proclamazione dell’Armistizio ve ne sono alcune che colpirono

particolarmente perché hanno coinvolto alcuni sanvitesi. Su tali atrocità, commesse contro nostri concittadini, è doveroso soffermarsi più dettagliatamente: la prima riguarda il massacro

(passato alla storia come “L’eccidio di Vallecannella”) perpetrato in territorio di Cerignola (FG), nel quale rimase vittima un inerme soldato sanvitese, Antonio Ancona.

Il giovane, in servizio nel nord Italia, sbandatosi dopo l’8 settembre, dismessa la divisa e in abiti civili, si diresse al sud per sfuggire alla cattura. Lo animava la speranza di raggiungere

S. Vito o quanto meno le regioni d’Italia ormai libere dall’occupazione nazista: era sua volontà unirsi ai reparti in approntamento in Puglia per poter partecipare con essi alla lotta per liberazione dell’Italia.

Durante il lungo tragitto si unì ad altri undici giovani che avevano lo stesso intento (10 militari, tra i quali due Sottufficiali inglesi ex prigionieri evasi dal campo di prigionieri di guerra di

Sulmona, ed un giovane partigiano non ancora maggiorenne).

Il 25 settembre 1943 il gruppo, senza armi, si venne a trovare nelle vicinanze di Cerignola.

Furono, però, facilmente individuati da uno degli ultimi reparti tedeschi, composto da circa trenta uomini che, incalzati dagli Alleati, si apprestavano a lasciare la città dauna spostandosi in direzione di Foggia (gli Alleati, infatti, sarebbero arrivati a Cerignola il giorno appresso!).

I reparti della Wehrmacht, dopo aver subito gravi perdite nei duri scontri avvenuti pochi giorni prima a Bari ed in special modo a Barletta, avevano scatenato una brutale reazione e per vendetta compivano misfatti di ogni genere contro militari inermi e civili indifesi.

II gruppo di militari italiani ed inglesi fu catturato, senza alcuna difficoltà, nelle vicinanze di una masseria chiamata Santa Maria di Vallecannella, situata a circa 6 Km a sud della città.

Dopo un rapido ed inutile interrogatorio, i prigionieri vennero portati in un recinto di pietra adiacente la masseria e mitragliati a bruciapelo alle spalle. I tedeschi, dopo averli barbaramente

trucidati, li trascinarono con alcune funi e li buttarono (alcuni – orribile a dirsi – ancora vivi) in un piccolo fosso, antistante il cascinale, che veniva utilizzato come granaio.

L’eccidio, purtroppo, venne scoperto solo dopo due giorni perché qualcuno, passando nelle vicinanze del fosso parzialmente ricoperto con un po’ di legna, avvertì il tanfo della decomposizione e forse anche l’ultimo debole lamento di un moribondo.

Recuperati i corpi martoriati si provvide prima ad una difficile identificazione e, successivamente, ad una provvisoria sepoltura in una zona attigua alla masseria. Solo otto militari furono riconosciuti e tra questi un solo inglese (un altro, tale Parker, al momento della cattura, qualificandosi subito come prigioniero evaso, era stato ricondotto immediatamente in un campo di concentramento tedesco).

Riportiamo le generalità di quei militari identificati oltre al nostro Antonio Ancona:

• Soldato Vincenzo Frisulo, nato a Ruffano (LE) di anni 23;

• Aviere Scelto Motorista Mario Corallo, nato a Cavallino (LE) di anni 21, in servizio prima nell’aeroporto di Grottaglie e successivamente in quello di Treviso;

• Caporal Maggiore Salvatore Porto nato a Catania, di anni 27, in servizio nel 36° Rgt. Fanteria della 16° Div. “Pistoia”;

• Partigiano Umberto Di Girolamo nato a Milano il 10 maggio 1926;

• Sergente Artigliere Espedito Colizzi nato a Melissano (LE), di anni 23, in servizio nel 12° Raggruppamento Artiglieria di Corpo d’Armata;

• Soldato Alfredo Puce nato a Sanarica (LE), di anni 21;

• Il Sottufficiale britannico Sergente Dent. [..]

 

Da Nuccio Carriero: SAN VITO IN GUERRA- La partecipazione ed il contributo dei Sanvitesi al Secondo Conflitto Mondiale ( pag. 143-146). Ed. Arcobaleno San Vito dei N. 2012

 

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